Ultimo si racconta con una serenata: testo e video di Fateme Cantá, il nuovo singolo

Neanche il tempo di godersi lo straordinario successo di Sanremo, che lo ha visto di fatto affermarsi come il vero trionfatore nonostante il parere di una giuria che non aveva previsto le incredibili vendite in classifica, e Ultimo ha già sfornato il suo nuovo singolo, tratto dall’album che uscirà il 5 aprile. La nuova canzone è una ballata in romanesco che lo vede raccontarsi con il cuore in mano a quel pubblico che lo ama: non è certo uno di tante parole Ultimo e spesso, ammette lui stesso nel brano, sbaglia i toni. Per esprimersi usa la musica, e allora, dice lui, Fateme cantá.

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Troppa gente parla senza in realtà avere argomenti, senza aprirsi completamente: tutti pensano solo alle proprie esigenze e non vedono chi chiede le elemosina per strada. Ultimo vuole, per una volta, lasciarsi andare solo con l’espressione della sua musica, e riesce a confermarsi il numero uno del momento, capace di commuovere parlando di sé senza filtri. Un ragazzo timido in fondo, che si vergogna un po’ del successo avuto fin qua: una sensibilità rara nel mondo della musica. Nel videoclip è presente anche il suo carissimo amico Antonello Venditti. Ecco qui sotto video e testo di Fateme cantà.

Massimiliano Beneggi

Che giornata, che giornata
so distrutto eh
so distrutto
cameriè portame el vino

Fateme cantà
che non c’ho voglia de sta con sta gente
che me parla
ma non dice niente eh eh eh

Fateme cantà
che me ne sento anche un po’ innervosito da sta gente
che me chiede na foto
io vorrei parlaje de loro oh oh oh

Fateme cantà
sto a impazzì presso a troppe esigenze
c’ho bisogno all’appello
de dì che so assente

Eh, fateme cantà
pe l’amici che ho lasciato ar parcheggio
io che quasi me ce ne sento in colpa
de ave’ avuto sto sporco successo
che amico sul palco e t’ammazza nel resto

Fateme cantà
nun so bono a inventamme i discorsi
sbaglio i modi
i toni, anche i tempi
parlo piano manco me sentiresti eh eh eh

Fateme cantà
che a ste cene con questi in cravatta
parlo a gesti nun so la loro lingua eh eh eh

Fateme cantà per quel tizio che non c’ha più er nome
sta per strada elemosina un core
pe’ quel padre che se strigne l’occhi
davanti a suo figlio pe’ proteggeje i sogni

Fateme cantà
pe’ sti gatti che aspettano svegli
un motore pe’ stassene caldi
pe’ i ricordi che me spezzano il sonno
e a letto me fanno girà come un matto
un matto un matto

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