Ora o mai più, tutti contro la Milani: è accanimento

Tutti contro Donatella Milani, tranne Cutugno. “Non sa cosa sia l’educazione” tuonava settimana scorsa Orietta Berti, “Una che canta come lei dovrebbe stare zitta”, diceva senza termini Marcella Bella. Tutto perché la Milani ha sbroccato con la sua coach Rettore (che non è andata troppo per il sottile replicando “Vada a insegnare canto ai conigli”) che non la aiuterebbe a cantare con lei e si sovrapporrebbe nelle interpretazioni dei successi della riccia bionda platino. Da regolamento i coach possono rifiutarsi di duettare con i loro allievi, e così Rettore nella puntata del 23 febbraio la abbandona e continua: “Sta usurpando un posto togliendolo a qualcun altro! Io con lei non canto!”. Tutti i colleghi cercano di convincere invano Rettore a tornare sui suoi passi (Cutugno il più incisivo: “Rettore stai togliendo la possibilità a una ragazza che vuole riemergere, vergognati!”), senza lesinare tirate d’orecchie alla Milani. La Vanoni infatti la ammonisce: “Queste brasate– bellissimo termine coniato lí per lí da Ornella- non si fanno, non è Uomini e donne, è un’altra trasmissione”. Così Donatella Milani si trova a dover cantare da sola Splendido splendente. Decisamente poco generosi gli autori del programma che le hanno affidato uno dei brani più iconici della Rettore, nonché uno di più difficili da interpretare.

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Il pubblico invoca la Rettore, i giudici massacrano la Milani: “Canti male, sei calante, sei in ritardo rispetto alla base musicale. Inutile che usi arrangiamenti rock se canti come se fosse un ballo liscio”, dice il tenero Red Canzian. Chi le dà 7 sono i Ricchi e Poveri, ma la gioia dura un attimo: “Abbiamo sbagliato, volevamo dare meno”, spiegano loro. Consolanti. Tutti vogliono sentire cantare Rettore, Amadeus per primo. Già perché nessuno può cantare come lei la sua hit. E ci mancherebbe. Ma anche Rettore se canta Volevo dirti inevitabilmente la trasforma, e tutti quei giudici sanno bene che la voce rock non è necessariamente migliore. Né è automaticamente sintomo di una personalità più forte.

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Donatella Milani ha dovuto affrontare un brano intoccabile della ormai dichiarata rivale, con tutti gli occhi puntati e i pregiudizi di chiunque. Ovviamente Rettore -bel caratterino poi, chissà chi non la penserebbe come la Milani- canta poi un pezzo della sua canzone, nemmeno intonata, e si prende tutti gli applausi come dire “ecco come si fa questo brano”. Perché però fare una trasmissione musicale se poi l’obiettivo é quello di esaltare solo i giudici per denigrare gli allievi che già stanno cercando un riscatto, che con ogni probabilità va oltre il semplice discorso professionale, visto che sono tutti passati da un incredibile successo al dimenticatoio? La Milani non è certo stata protagonista di una esibizione indimenticabile, ma una caccia alla persona così, con annessa ostentazione della bravura (peraltro tutta discutibile) di una coach non si era mai vista. Se però bisogna dare ragione per forza a una donna che non sa accettare la sua età per attaccare una persona che ha scelto la normalità nella sua vita, allora va bene. Viva Rettore!

Massimiliano Beneggi

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