‘Oh bella ciao’ non è antifascista. Ma nessuno ormai lo sa

Sembra che tutti questa mattina sembra si siano svegliati cantando Oh bella ciao, e probabilmente trovando l’invasor. In realtà hanno trovato solo le ciabatte sotto al letto, ma il 25 aprile è talmente importante essere patriottici che è impossibile non sentirsi morire da partigiani per un giorno. Non vale per tutti naturalmente, perché cantare quella canzone equivale ad appartenere a un ben preciso schieramento. O, se preferite, a non appartenere a una ancor più definita fazione. Ma davvero Oh bella ciao è un canto antifascista?

Non è importante, e nemmeno interessante, discutere oggi di politica con inutili proclami che vorrebbero la festa del 25 aprile (parimenti a quella dell’1 Maggio) come di un solo lato del Parlamento. È fondamentale, però, conoscere la storia di quello che si canta, soprattutto se si vuole dare una connotazione così precisa. Che precisa non è.

Mix di alcuni canti popolari dell’Italia settentrionale, da cui trasse qualche parola e qualche melodia con diverse versioni, cantata durante la seconda guerra mondiale dai combattenti emiliani contro l’invasore, Oh bella ciao venne poi diffusa in tutto il mondo grazie ai giovani antifascisti che parteciparono nel 1947 alla rassegna Canzoni Mondiali per la gioventù e per la pace. Solo vent’anni dopo, nel 1968, venne rispolverata come canzone simbolo della lotta italiana che mise nel calderone tutto quello che si poteva per citare l’unità d’Italia. Non molto differentemente da quanto accade oggi, insomma, Oh bella ciao divenne da canzone di qualche simpatizzante partigiano, che mutò le parole del brano Fior di tomba, a canzone simbolo della Resistenza. Peccato che la Resistenza fosse finita da un ventennio ormai, e quindi la storia sia stata del tutto mistificata, fino a diventare ora una canzone della sola sinistra italiana. Perché nel tempo in Italia essere antinazisti ha significato essere a tutto tondo antifascisti, e dunque automaticamente di sinistra. Il vero canto della Resistenza fu Fischia il vento, mentre Oh bella ciao fu un semplice canto popolare nato prima della Liberazione. Tra gli interpreti che la incisero troviamo anche in certo Giorgio Gaber: antinazista, certo ma non sicuramente un cantante appartenente alla sola sinistra.

La musica unisce, e Oh bella ciao nasce proprio con quell’intento. Peccato aver perduto immediatamente il senso di quella canzone facendola diventare così una canzone di divisione. Ovvero, qualcosa di lontano dalla musica. Qualcosa che ora il popolo di destra non vuole nemmeno sentire. Oh bella ciao dovrebbe essere la canzone di tutti, destra e sinistra. Il 25 aprile dovrebbe essere festa italiana di tutti. Non solo di quelli che hanno deciso nel ’68 che la cultura appartenesse solo a loro. Senza però sapere la storia, ormai mistificata e stuprata come meglio si preferiva.

Massimiliano Beneggi

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