Giulia: “Mon amour” è una scommessa importante. Voglio costruire un mio progetto

Voce incantevole. Stupenda sensualità. Sbalorditiva persino nel ballo. Ha messo in gioco tutto Giulia, già nota come Giulia Luzi, per il nuovo singolo uscito ieri: Mon amour, prodotto da Pasquale Mammaro per Starpoint Corporation.

thumbnail_10_PH Gaetano La Fico (FAERIA STUDIOS)
Foto di Gaetano La Fico

Il brano è una convincente dichiarazione d’amore di una ragazza che prende consapevolezza dei suoi sentimenti. Nell’altalena di emozioni che la fa heideggerianamente combattere tra un’esistenza fatta ancora di sogni forse superficiali e una vita autentica di matura costruzione, con Mon amour si balla molto. Il testo sceglie un linguaggio semplice ma prezioso alternando ben tre lingue. La melodia va da una strofa pop in inglese passando per quello nostrano fino a un ritornello spensierato in francese: il massimo dell’internazionalità. Si potrebbe pensare a una canzone unicamente leggera: a qualunque livello si parli d’amore, però, viene pur sempre usata la poesia, come dicevano Voltaire e Platone. E Giulia sa bene che questo brano rappresenta un importantissimo tassello nella sua carriera. Lei, già abituata a cantare versi d’amore in francese (sua la voce nella sigla Je t’aime mon amour delle ultime 5 edizioni di Un medico in famiglia), si presenta quindi con una canzone assolutamente orecchiabile e più che mai fresca. Quando la canzone emoziona ha fatto centro. Quando la canzone emoziona facendo ballare, come in questo caso, raddoppia la sua forza. E così, in attesa di un album (“L’obiettivo nel futuro prossimo è quello”, confessa lei), eccola Giulia, pronta a raccontarci questo nuovo brano che la vede in coppia con Samuel Storm, già concorrente di X-Factor 2017.

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Foto di Gaetano La Fico

Giulia, come nasce l’idea di parlare d’amore su una melodia così spensierata?

E’ partito tutto dalla melodia. Roberto Cardelli qualche tempo fa mi fece ascoltare la base della musica, immaginando si sposasse bene con un ritornello in francese. Amando quella lingua, ho colto l’invito immediatamente. Ho buttato giù il pezzo in due minuti con parole che potessero suonare bene: partendo dalle parole Mon amour mi è venuto naturale proseguire con la conduzione di tutto il ritornello. Piero Romitelli ha aggiunto la parte in italiano. Negli ultimi mesi ho avuto l’idea della parte in inglese di Samuel Storm, che sembra quasi un artista americano nell’interpretazione.

Si sentono di fatto tre sonorità diverse, che si coniugano con le tre diverse lingue. Una bella scommessa.

Ero un po’ spaventata da questo esperimento che poteva rischiare di apparire come un minestrone. Invece facendolo ascoltare ho trovato l’interesse per qualcosa che suona come davvero internazionale. E’ un progetto molto originale: abbiamo voluto creare un progetto differente da quanto esce solitamente in estate.

Qual è il messaggio della canzone?

Il testo è un gioco: anche nel video infatti gioco a fare la diva. Con questo lavoro si possono interpretare tanti ruoli: non sono ovviamente così nella realtà. Avere la vita dei film, di Andreina Jolie è il sogno di tante ragazze. In realtà poi nella canzone si parla comunque di amore, di libertà, di voglia di evadere, nonché del gioco tra due persone che capiscono esserci qualcosa in più dell’amicizia. E’ un testo leggero e al tempo stesso molto divertente.

Come nasce l’idea della coreografia, creata da Luca Barbagallo, con la presenza dei Meneo Kings e di Klaudia Pepa?

In estate è sempre bello ballare: mi piacerebbe se questa coreografia potesse essere ballata da tutti, grandi e piccini. Finito il pezzo ho chiesto subito di prendere un coreografo e un corpo di ballo per fare gran parte del video su questo. E’ stato proprio Barbagallo, che è stato bravissimo, a volere che ci mettessimo in gioco anche noi. E sono felicissima del video: una coreografia riproducibile ma non banale con le solite mosse scontate.

Lo scorso settembre ti esibisti anche al Buon compleanno Mimì, con una straordinaria quanto personale interpretazione di Notturno. Non hai ancora pensato di metterti alla prova con cover di grandi artisti per dare ulteriore lustro alla tua capacità interpretativa?

In quell’occasione sentii una grandissima responsabilità: a 26 anni cantare un mito come Mimì mi dava tantissima emozione. Per evitare ogni paragone scelsi un brano meno conosciuto: cerco sempre di non sfociare nell’imitazione, perchè voglio costruire una mia personalità ben precisa, cercando di imparare dai più grandi. Per questo al momento penso a fare qualcosa di esclusivamente mio.

Se è vero che il futuro influenza il presente tanto quanto il passato, come diceva Nietzsche, cosa influenza maggiormente Giulia in questo momento, e in che modo?

Guardo sempre con ottimismo al futuro piuttosto che al passato. Ciò che ho fatto lo tengo in un angolo del cuore perchè ha contribuito a formare quello che sono oggi, ma il meglio per me deve sempre ancora venire. Mi impegno, ci voglio credere sempre: sono un Capricorno, quindi se voglio qualcosa quasi sempre ci riesco, pur facendo dei sacrifici. La musica rappresenta una passione da quando sono piccola, quindi ce la metto sempre tutta.

Massimiliano Beneggi

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