Chiara Ferragni come Lovely Sara? Sta spopolando sul web un meme divertente creato dalla pagina social ChildInThe80’s, che mette a confronto i due personaggi. Tutto si gioca sulla base dell’ironia e come tale va presa.
Ma perché è stato fatto quel confronto? Quali sono i parallelismi tra Chiara Ferragni e Lovely Sara? Ricordiamo la trama del cartone animato (tratto dal romanzo La piccola principessa di Frances Hodgson
Burnett del 1905) e andato in onda l’ultima volta poco più di un mese fa su Italia Uno (la prima in Italia fu il 25 febbraio 1986).

Sara Morris è una ragazzina orfana di madre che vive da sempre in India con il padre. Questi decide di farla studiare in un collegio londinese, dove in effetti riceve un’educazione di tutto rispetto per il solo fatto di provenire da una buona famiglia. La ricchezza e l’ottima cultura non fanno, comunque, di Sara una persona altezzosa: al contrario, si dimostra estremamente generosa e affabile con tutti, permeata di infinita dolcezza. Il suo compleanno viene festeggiato con tutti gli sfarzi che la direttrice Miss Minci ha riservato alla ragazzina, anche per tenere alta la nomea del collegio. E qui il ricordo va chiaramente a quei sobri 30 anni che la Ferragni festeggiò nei carrelli di un supermercato, ravanando a destra e a manca dagli scaffali.
Ma proseguiamo con la storia di Sara. Arriva la notizia della morte del padre. Si viene a sapere che il signor Morris ha investito tutto il suo capitale in una miniera di diamanti in India, rivelatasi però improduttiva.
Così, rimasta senza genitori e diventata di colpo orfana, le vengono tolti tutti i privilegi (comprese le lezioni a cui partecipava) da Miss Minci che la costringe a vivere in soffitta e a lavori forzati impiegandola come sguattera.
È qui che scatta il meme che sta facendo divertire il web. La povertà di Sara si rispecchiava infatti anche nella sua figura estetica che improvvisamente cambiava. Da principessa pulita e perfetta diventava una bambina costantemente piagnucolenta, emaciata, con le occhiaie e i segni della stanchezza sul volto. Il video di Chiara Ferragni che, per mostrarsi addolorata in seguito a quanto accaduto, appare con un look dimesso e priva di trucco, è sembrata una conferma di quanto raccontato in quel cartone animato. Ossia che la ricchezza viene adorata da tutti, ma non appena la fortuna gira le spalle ecco che anche chi sta intorno per puro interesse è pronto ad abbandonarti. Un po’ quello che accade oggi con Chiara Ferragni e Fedez, il cui castello di sabbia sembra stia crollando. E quando crolla una parte, si perde di credibilità ovunque, a torto o a ragione, di fronte alla società. Con tutti quei numeri gonfiati sulla beneficienza e le balle raccontate, ora sorge qualche dubbio sulla plausibilità dei tanti followers sui social (non saranno acquistati vero?) è sulle vendite dei singoli estivi di Fedez (non sarà che i soldi delle uova di Pasqua gli sono serviti poi per acquistarsi da solo i brani su Spotify facendoli arrivare nelle vette delle classifiche?).
Si gioca ovviamente, ma facciamolo fino in fondo con un lieto fine, perché nella famosa storia di Sara Morris le cose si concludevano per il verso giusto.
Sara infatti non si perdeva d’animo e, seppure con la malinconia nel cuore, grazie alla sua bontà e alla fantasia di sentirsi una principessa riusciva a trovare lati positivi anche nella sua nuova vita, fatta di punizioni, umiliazioni e povertà ma anche di solidarietà e amicizie, a cominciare da quella con la dolce Becky.
Un giorno arriva ad abitare, di fianco al collegio, un certo Chrisford: è l’amico del padre di Sara che, con lui, aveva impegnato il denaro nella miniera di diamanti. Improvvisamente questo investimento ha fruttato i risultati sperati inizialmente e, così, i debiti si trasformano in una grande ricchezza. Chrisford, quindi, è alla ricerca della figlia di Morris per condividere con lei i guadagni e restituirle ciò che la vita le ha tolto.
Quando scopre che la ragazzina che sta cercando è proprio Sara, la sguattera a cui nel frattempo si è affezionato apprezzandone l’educazione e la cultura a prescindere dal ceto sociale di appartenenza, ecco che la protagonista torna alla vita che faceva prima.
Ciò che racconta la storia (ricordata anche nel libro Bim bum Bam Generation) è semplice. La dignità e persino la serenità morale non fanno comunque rima con ricchezza, così come l’umiltà non deve appartenere solo a chi è in difficoltà. I valori e i buoni sentimenti fanno vivere meglio tutti e anche questa storia ambientata alla fine dell’800 lo dimostra.
Sara, diventata nuovamente ricca, decide di aiutare Becky, che va a vivere con lei come dama di compagnia, e il collegio stesso facendo una importante donazione perché questo possa continuare a crescere e permettere a tutti, senza distinzioni, l’educazione che meritano.
Dunque, per farla breve, la ricchezza torna a essere anche per Sara un modo per rendersi filantropa. Proprio come Chiara Ferragni che ha già promesso che, se la multa sarà ridotta, devolverà tutto il restante in beneficienza. Lo ha detto con lo sguardo amorevole della piccola Sara. Allora sarà vero, se lo dice Lovely Chiara…
Massimiliano Beneggi