Sembra ormai certo il destino del Festival di Sanremo 2027. Il conduttore e direttore artistico Stefano De Martino, dopo aver ufficializzato le date della kermesse (16-20 febbraio) ha lasciato trapelare altre indiscrezioni giunte ormai alle orecchie di tutti. Ci sarà una serata Eurovision, da cui emergerà la canzone che rappresenterà l’Italia al prossimo Eurovision Song Contest.

Non è ancora chiaro se i cantanti parteciperanno a questa serata con lo stesso brano già in gara al Festival o se si tratterà di un secondo brano. Quello che è certo è che la serata Eurovision non sostituirà la serata cover, come inizialmente era stato ipotizzato. Se tutte queste indiscrezioni saranno confermate, si tratterebbe di una scelta artistica che fa acqua da tutte le parti. Vediamo perché.

La serata cover andrebbe ormai eliminata: quel che viene definito un appuntamento tradizionale è essenzialmente diventato un programma televisivo fatto a Sanremo nei giorni del Festival con i cantanti in gara al Festival, ma con il Festival non c’entra nulla, specie da quando in quella serata si celebrano volentieri canzoni straniere.

Separare la gara Eurovision da quella del Festival è controproducente: perché generare una disparità tra vincitori? Il trionfatore del Festival dovrebbe già avere la canzone ritenuta più bella dopo una attenta selezione fatta dalla commissione selezionatrice e dai voti ottenuti nei giorni della gara. Tutto sommato da quando siamo tornati all’ESC non è andata così male per le canzoni vincitrici del Festival (sempre top 10): cambiare un meccanismo rodato appare una forzatura.

Nel caso in cui la serata Eurovision coinvolgesse canzoni diverse da quelle in gara al Festival si ripeterebbe in qualche modo un meccanismo già sperimentato in passato con effetti disastrosi. Nel 2013 e nel 2014 i cantanti portavano due brani in gara e solo uno di questi arrivava in finale, con il risultato talvolta di vedere passare il turno dalla canzone in cui l’artista credeva meno. Con quale criterio un artista dovrebbe scegliere se inserire la propria canzone in una gara o in un’altra? Vogliamo davvero avvallare l’idea che all’Eurovision debbano andarci solo canzoni trash? Non si potrebbe fare errore più grande.

La scelta di De Martino sembrerebbe portare a una rivoluzione utile solo ai fini Auditel. Mantenendo anche la serata cover, il Festival si ridurrebbe di fatto a 3 serate, che andrebbero a quel punto realizzate consecutivamente come accadeva un tempo. A proposito di ciò che succedeva una volta..togliere quella maledetta serata cover per ripristinare Sanremo Giovani è chiedere troppo? Va bene cambiare, ma se la rivoluzione vuol dire rovinare una liturgia sarebbe stato meglio non consegnare le chiavi di padrone di casa a Stefano De Martino, che con ansia da prestazione nel giro di poche settimane sta dimostrando scarsa attenzione al Festival e molta verso ascolti (motivo principe per cui è stato chiamato). Indubbiamente sarà un programma che incollerà molto pubblico con un cast convincente e alla Rai basta questo: il Festival, però, sta lentamente scomparendo. Mossa rischiosa, perché se per caso invece l’audience non dovesse premiare, De Martino si giocherebbe molto della sua carriera per una sua presunzione…

Massimiliano Beneggi