Milo Infante non vuole deludere e invece lo fa, per mancanza di freschezza e di idee.

Ore 11, la nuova avventura di Milo Infante su Rete 4, ha preso il via questa mattina. Un avvio in grande anticipo rispetto agli altri programmi che faranno compagnia nella stagione ‘26/‘27, ma non poteva essere diversamente: Ore 11 è così identico a Ore 14 che era necessario cominciare prima che potesse farlo Salvo Sottile. Il giornalista Rai, infatti, darà continuità a Ore 14, che ora dovrà cercare di smarcarsi non solo sul piano dello stile ma anche su quello dell’apparenza. Milo Infante conserva logo, scenografia e ospiti (non rinuncia mai a Colaprico e Leofreddi, per i quali oltretutto nessuno ingaggerebbe una guerra con lui pur di averli). Considerando che persino i contenuti di cronaca nera (e riecco Garlasco) rischiano inevitabilmente di essere ripetitivi (e forse di questo non sarà felicissimo nemmeno Nuzzi), ha ancora senso per Raidue andare in onda tre ore dopo con qualcosa di perlopiù identico?

Arriviamo comunque a Ore 11 (e Verità nascoste – Il diario, la striscia quotidiana che per due settimane su Canale 5 anticipa il prime time di settembre). Milo Infante è uguale a se stesso, conserva le qualità già conosciute in passato: professionalità, puntualità e pure arroganza. Alle 11.05 c’è già il primo ammonimento in diretta alla regia che mostra un’immagine diversa da quella di cui ha cominciato a parlare da appena cinque secondi: “No, siamo su Crans Montana”. Cameraman e operatori in casa Rai probabilmente tirano un sospiro di sollievo a lavorare finalmente senza quel fiato sul collo che ora conosceranno bene a Mediaset, ma non c’è dubbio che Infante sia un ottimo padrone di casa, conduttore, autore e in qualche modo regista al tempo stesso. Questo programma è suo, costruito su misura da lui stesso che se l’è cucito addosso. Per questo non trapela emozione nel debutto: Infante è sicuro, deciso, sa come muoversi, perché ha cambiato solo rete ma non programma. Non va molto diversamente con Verità nascoste, dove tutto dà la sensazione della squadra vincente da non cambiare (o della minestra riscaldata se preferite).

Sulla riuscita della trasmissione in un orario diverso dal solito sarà possibile giudicare fra un mese, ma come detto in precedenza non sarà facile: anzi, il rischio flop col tempo è dietro l’angolo. Milo è partito prima di tutti, per non rischiare nulla, nonché evitare il flop e anche l’accusa di plagio (quella di cui fu vittima Bonolis quando portò a Canale 5 Fattore C, identico ad Affari tuoi già in onda anche in quella stessa stagione). Dopo avere fatto cominciare La Ruota della Fortuna a luglio lo scorso anno, con Canale 5 il rischio vero diventa solo quello di fare esordire sempre prima i programmi e fare finire l’estate già a Ferragosto.

Massimiliano Beneggi