Gagmen, trionfo di genialità con Lillo e Greg!

Ricordate quel motto di Amici miei con cui il conte Mascetti ripeteva “Cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione, rapidità di esecuzione”? Tutte caratteristiche che portano a dire: i geni sono Lillo e Greg! Talento comico da vendere, ritmo, musicalità, enorme proprietà di linguaggio: come sempre sanno sorprendere e spiazzare con il loro modo di uscire dagli schemi. Con due ore e mezza di sketch, i due comici nel nuovo show Gagmen, in questi giorni al Teatro Manzoni di Milano e da settimana prossima all’Olimpico di Roma, si confermano ancora una volta i numeri uno della risata, per quello che possiamo dire essere a tutti gli effetti lo spettacolo più divertente di questa stagione teatrale.

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Su una scena coloratissima di Andrea Simonetti, i due si dimostrano da subito i più naturali eredi di Cochi e Renato: con una genialità e un modo di comunicare assolutamente personale si presentano al pubblico con una canzone in cui fanno chiarezza su chi dei due sia Lillo e chi Greg (“Spesso a me salutano dicendo direttamente ciao Lillo e Greg!”, dice Lillo). Fanno quindi dei provini per selezionare chi prenderà parte allo spettacolo, e nelle risate ci si scorda il dramma delle raccomandazioni che privilegiano senza appello chi ha mezzi di corruzione in mano, ma loro con il loro consueto candore sanno ribaltare le situazioni facendoci così sembrare assolutamente corretto  quello che accade. I supereroi sono loro comici, come ci ha detto Greg nell’intervista di qualche giorno fa: eccoli allora entrare in scena con una rigidità fisica eccezionale nei panni di Normal Man e Amnesy. Le grasse e abbondanti risate del pubblico sono quelle di chi si sorprende che i superpoteri possano essere parcheggiare una macchina o cambiare la batteria di un cellulare: si usa la normalità per ironizzare di fatto su chi millanta con orgoglio di essere capace di cose impossibili. Non si parla direttamente di politica, né si prendono di mira persone specifiche: gli sketch hanno sempre un finale che esplode dopo ripetute gag nelle quali ognuno ha la possibilità di vederci ciò che preferisce a seconda della personale interpretazione, e se non si ha voglia di pensare, ci si lascia trasportare dalla pura voglia di entrare in un mondo fumettistico. Tutto ciò che potrebbe essere scontato con Lillo e Greg diventa magia, su cui i due comici creano uno show irresistibile assolutamente da vedere. Immancabile il siparietto della cena a tre con Lillo costretto a stare al tavolo con il cugino della donna che vorrebbe portarsi a letto (formidabili anche i tecnici del suono che dimostrano un lavoro eccezionale nell’attivazione puntuale dei pensieri fuori campo), assolutamente geniale Attilio Di Giovanni che dovrebbe cantare diverse canzoni e in realtà canta sempre la stessa con musicalità e generi differenti. Ho scritto solamente un canzone è il tormentone musicale dello spettacolo: una volta cantata come la canterebbe Paolo Conte, un’altra come Bob Marley, in una successione sempre a crescere che va a simboleggiare come la medesima realtà possa mutare volto a seconda di come venga presentata e letta. Assolutamente perfetti Vania della Badia e Marco Fiorini nei ruoli su cui Lillo e Greg possono giocare di sponda esaltandone al tempo stesso grandi doti attoriali con grande ironia.

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Il Teatro Manzoni si è aggiudicato quest’anno uno spettacolo di assoluto prestigio, comicità pura, capace di distrarre completamente dal turbinio dei pensieri che invadono la mente quotidianamente. Con Lillo e Greg si fa la palestra agli addominali dal ridere e ci si chiede come mai ci diverta così tanto con la comicità apparentemente nonsense: è la forza di due attori straordinariamente intelligenti e colti, che si rivolgono non a un pubblico elitario, ma a chiunque abbia voglia di realizzare che il teatro sia una sana esperienza da ripetere almeno una volta al mese, per essere più spensierati e scoprire che l’arte è una grande occasione per scoprire i valori della vita, ogni giorno. Nessuno ha in mano l’unica chiave di lettura corretta, ma tutti abbiamo quella giusta: basta lasciarsi trasportare dall’arte.

Massimiliano Beneggi

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