Sanremo Giovani, la storia: 2009-2010, spunta la stella Arisa

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È il 2009 quando torna al Festival Paolo Bonolis che, con Gianmarco Mazzi, vuole ancora rinnovare la liturgia sanremese. Quest’anno i Giovani in gara avranno la possibilità di duettare nella loro seconda esibizione con un Big della musica, e c’é una ragazza timida, che si muove goffamente con occhiali spessi e larghi che sceglie un personaggio decisamente particolare, retró e amatissimo dal pubblico: Lelio Luttazzi. La ragazza in questione, accompagnata al pianoforte da un maestro del jazz e dell’improvvisazione, è Arisa. La sua canzone è orecchiabile e molto simpatica, sebbene il testo scritto dal suo fidanzato dal quale si separerà di lì a poco sia di grandissima rilevanza: Sincerità, che per qualcuno non si sa perché diventerà negli anni Semplicità, arriva al pubblico perché senza giri di parole racconta di quanto sia bello e fondamentale essere più che amici in una coppia, e di quanto sia forte la complicità se non si gioca coi sotterfugi e ci si apre al dialogo. È lei a trionfare in una edizione in cui però emergono altri Giovani interessanti che faranno una carriera più splendente di quella di Marco Carta, vincitore tra i Big dopo aver vinto ad Amici: i talent sfornano cantanti che nessuno conosce vanno già nella sezione maggiore, e poi si perdono, succederà anche l’anno dopo con Scanu. Al secondo posto infatti si piazza Malika Ayane, canta Come foglie e conquista tutti con la sua voce. Farà poca strada Karima, anche lei proveniente da Amici, mentre Egocentrica è la canzone di una nuova cantautrice jazz fresca e intelligente come Simona Molinari che ancora però, a distanza di dieci anni, sembra in attesa della vera consacrazione. Peccato che di Barbara Gilbo, napoletana che canta Che ne sai di me di Bigazzi, si perdano subito le tracce, mentre tra vari figli d’arte finalmente spunta una stella: Irene Fornaciari, figlia di Adelmo detto Zucchero, ha una capacità vocale non indifferente che fa sentire con la sua Spiove il sole. Anche Irene è ancora in attesa del successo epocale, ma alcune partecipazioni negli anni successivi faranno di lei una cantautrice con personalità. C’è Irska, che proprio giovane non è anagraficamente, ma arriva per la prima volta a Sanremo dopo essere stata per anni la corista di Lucio Dalla che le ha scritto Quasi amore con Marco Alemanno: anche lei però sembra poco aiutata dai media, oltre che da una voce stupenda ma forse poco innovativa ormai. Sanremo Giovani, però, è ripartito: ci voleva Bonolis.

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Dopo avere partecipato nel 2006 con gli Ameba, ecco un ragazzo con La fame di Camilla a Sanremo 2010. È Ermal Meta, che tornerà anni dopo e spopolerà, ma finché è nelle band non emerge e così la sua Buio e luce non riscuote successo nel Festival targato Antonella Clerici. I Giovani in gara sono 10, a vincere è il napoletano Tony Maiello, scoperto dalla Maionchi a X Factor, con Il linguaggio della resa. È un astro nascente della musica, un incidente lo costringerà a stare fuori per diverso tempo, e proprio nel 2018 è uscito con un nuovo album che non ha però riscosso grande successo. Il 2010 sarà l’anno di Nina Zilli, terza con L’uomo che amava le donne.  Finisce anche il primo decennio del 2000. Domani il capitolo finale, che sarà molto veloce, perché purtroppo c’è davvero poco da raccontare e da salvare…

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