Sanremo Giovani, vince solo Pippo Baudo. Einar e Mahmood simboli di una nuova Italia

E alla fine di Sanremo Giovani che rimane? Resta che la gara delle Nuove Proposte è già terminata e nessuno si è nemmeno accorto del suo inizio. Disorganizzazione nel pubblicizzare come sarebbe stato l’evento, superficialità e tanto inganno, perché di fatto quest’anno Sanremo Giovani ha due vincitori (che nemmeno si sono esibiti l’uno contro l’altro), e le canzoni non le hanno sentite in molti. Dietro al banco delle tre carte Baglioni aveva provato a simulare un Festival per la prima volta fatto su misura solo per i Giovani, ma che le due serate a dicembre avrebbero raccolto meno successo di Castrocaro negli anni d’oro (13% di share) era un fatto inevitabile dovuto a una disabitudine del pubblico di Raiuno in questi giorni a seguire Sanremo. Il dato più positivo è il ritorno a Sanremo dell’indiscutibile professionalità di Pippo Baudo, che rimane il più bravo conduttore e intervistatore di sempre, per la prima volta in un ruolo anche più umile rispetto al solito. Bentornato Pippo! Ma quando il dato più positivo resta la conduzione, vuol dire che poche sono state le canzoni di rilievo: fatta eccezione per La Zero, inspiegabilmente lontana dalla vittoria sebbene tutta la critica sia concorde nel decretarla la migliore cantautrice del Festival, le uniche altre stelle sono i La Rua, Federica Abbate e Marte Marasco. Gli altri, vincitori compresi, tutti talentuosi, ma niente di innovativo. Così le 24 canzoni sono scivolate via senza poterle godere, perché i preserali con Barbarossa erano troppo frettolosi, quasi un proforma. Alcuni hanno dovuto cantare nella loro unica esibizione verso mezzanotte, e il vero focus delle due serate era: chi saranno i Big della prossima edizione? Infatti non si parlava di vincitori tra i Giovani, ma di chi avrebbe poi partecipato tra loro a febbraio insieme ai Big. Un grande inganno che mostra ancora una volta un nervo scoperto: erano meglio i Festival di Baudo, quando ne era direttore artistico e non mero esecutore come accaduto in queste due serate con l’improbabile Rovazzi, simpatico unicamente per il contrasto tra la vecchia e la nuova generazione ma totalmente fuori contesto. In questi giorni abbiamo pubblicato l’intera storia di Sanremo Giovani anno per anno: andate a leggerla nella nostra sezione SPECIALE SANREMO, vedrete da voi il declino di questa gara che, fatta così, senza nessuna vera emozione potrebbe anche essere eliminata. In ogni caso per la prima volta, Sanremo Giovani ha due vincitori, Einar com Centomila volte e Mahmood, con Gioventù bruciata. Le loro canzoni non sono indimenticabili, ma senza dubbio loro sono due simboli di un’Italia trasversale, cosmopolita, che cambia.

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