All together now, nuovo talent musicale, ma sarà il solito caos di dilettanti

Un nuovo talent sta arrivando su Canale 5: poco importa se non se sentivate la mancanza, ormai le televisioni puntano su questo genere che ha stancato ma viene imposto come l’unico possibile. E se eravate stufi di vedere tre giudici dietro a un tavolo esprimere la loro opinione su aspiranti star ultimamente sempre più simili ai dilettanti allo sbaraglio della Corrida, questa volta la faccenda è molto più grossa: 100 giurati provenienti da diversi mondi (si va da Mietta a Cirilli, dalle sorelle Provvedi a Silvia Mezzanotte fino alle ex di Non è la Rai Antonella Mosetti e Pamela Petrarolo) dovranno esprimere il loro apprezzamento mettendosi a cantare dopo trenta secondi che il concorrente avrà intonato da solo un brano. Vince chi coinvolge più giurati con l’obiettivo di portare sul palco 100 giurati. Si poteva riportare il karaoke a questo punto, invece da giovedì 16 maggio arriverà una bella confusione insomma, degna delle peggiori bagarre di Furore, condotta da Michelle Hunziker e J-Ax, che per l’occasione hanno inventato una sigla in stile trap. 

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Niente, non c’è verso di avere prodotti musicali televisivi decenti oltre a Sanremo e Ora o mai più: i professionisti sono spariti dal circolo mediatico, interessano di più persone con disagi personali da risolvere, che non vogliono cantare sotto la doccia e dare fastidio ai vicini. Ora vogliono dare fastidio a tutta Italia. All together now, da giovedì prossimo su canale 5, potrebbe essere un prodotto interessante se solo ci fossero persone che hanno voglia di sapere cantare e imparare come accade ad Amici, invece il format stesso prevede gente che nella maggior parte dei casi vuole solo farsi notare ed essere oggetto di scherno di Michelle e J-Ax. Onestamente, di questo dilettantismo non abbiamo bisogno: la meritocrazia di gente che faccia il mestiere che gli compete forse dovrebbe partire anche dalla televisione, altrimenti avremo sempre comici che vogliono fare i politici e, peggio ancora, politici che vogliono divertire come comici.

Massimiliano Beneggi 

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