Vecchioni, la solita polemica contro il governo nella nostalgia del ‘68. Testo e video di Formidabili quegli anni

Se ci fossero ancora Festivalbar e Disco per l’estate, anche un brano di Roberto Vecchioni avrebbe di nuovo slancio nella stagione più calda, che in questo modo invece si deve affidare ai grandi tormentoni lasciando in un angolo la musica d’autore, che puntualmente tocca a noi rilanciare sul web. Il Professore dal 3 maggio è in radio con il nuovo singolo, tratto dall’album L’Infinito, che si esprime come una vera e propria dichiarazione d’amore per gli anni della contestazione e le battaglie create dai sessantottini. Formidabili quegli anni è una canzone che si appoggia su un bellissimo arrangiamento e una melodia di stampo assolutamente vecchioniano che non delude il suo pubblico: la forza è ovviamente tutta nel testo però.

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Nessuna nostalgia, lo chiarisce sin dalla prima strofa il Professore, non c’è tempo per rimpianti di un tempo passato, la vita è fatta di cose serie, e la malinconia la si può vedere solo su uno sguardo, non è accettabile in una canzone che vuole raccontare qualcosa. La vita vera è qualcosa di importante, che richiede domande, stupore, dubbi: se non esistessero vorrebbe dire avere sprecato la propria esistenza. Questo è uno dei punti di forza della generazione che canta Vecchioni, ricordando i sogni e le notti insonni passate a costruire il proprio destino. Non erano gli anni del terrore, bensì quelli delle feste dell’Unità e delle persone che hanno dovuto lottare per ottenere quello che hanno avuto; gli anni della genuinità, fatti di successi ma anche di sconfitte, che anziché abbattere lasciano maggiore possibilità di credere che ci sia ancora qualcosa di irrealizzato da potere compiere. Quegli anni sono così formidabili da aver saputo distruggere anche le malinconie.

Una canzone quindi anche di speranza, con un videoclip (che vede tra gli altri la collaborazione preziosissima di Niko Cutugno, figlio di Toto) introdotto da filmati di una Milano di 50 anni fa e girato all’Università di Pavia dove Vecchioni insegna. Ed è proprio ai suoi ragazzi che il Professore spiega la meraviglia di quella generazione che ha ancora tutto da insegnare.

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Un bel testo, con una voce talmente calda da non potere essere apprezzata da chiunque, anche da chi propriamente compagno non è mai stato. Forse Vecchioni, però, questa volta eccede un po’ di presunzione: del resto la sua produzione musicale migliore è sempre quella in cui al governo c’è chi non la pensa come lui, e la rabbia degli inganni di cui parla è chiaramente quella riferita a una società che oggi deve fare i conti con una politica differente. Bello il confronto, fondamentale protestare elegantemente con la musica, ma Vecchioni dimentica che quella del’68 non è stata l’ultima generazione a lottare per  la gloria. Dopo ne é venuta un’altra (quasi due) che hanno da potere insegnare tanto anche loro: le polemiche politiche di chi vuol confondere le idee come se genuinità volesse dire Verità, e vuole fare credere che solo nel ‘68 ci sia stata una bella storia e che la cultura sia solo di certa gente, destano sempre qualche imbarazzo che Vecchioni non riesce mai a evitare nemmeno in chi ascolta la sua bellissima musica. Ecco qui sotto video e testo di Formidabili quegli anni

Massimiliano Beneggi 

 

 

Noi non siamo della razza
di chi frigna e si dispera
come zombie di un passato
che sembrava primavera

A fanculo ogni rimpianto
che non sono roba vera
la malinconia è uno sguardo
e la vita è roba seria

E se passi un solo giorno
senza farti una domanda
Senza un grido di stupore
l’hai mandata al creatore

formidabili quegli anni
formidabili quei sogni nei miei sogni
la malinconia bevuta agli occhi insonni
formidabili quei giorni nei miei giorni

formidabili quegli anni
incredibile la forza dei miei sogni
la mia rabbia è nella notte e i loro inganni
formidabili quei giorni nei miei giorni

non mi passi per la testa
che si celebri il terrore
noi siam quelli della festa
con il vino ed altre sole

non siam quelli del rimorso
prima ancora del peccato
siamo i primi della classe
di un amore immaginato

e le libertà che avete
mica c’erano a quei tempi
noi ci siamo fatti il culo
tocca a voi mostrare i denti

formidabili quegli anni
introvabili quaderni dei ritagli
di fotografie perdute cuci e tagli
a salvare quella rosa che non cogli

formidabili quegli anni
incredibile sognare che non dormi
in un fiume straripante di parole
ammassati nelle aule delle scuole

ed è proprio aver vissuto
che ci fa vivere ancora
ed è proprio aver perduto
che ci fa credere ancora

ed è qui oggi stasera
che il riflesso fa memoria
e lo fa per chi non c’era
perché fu una bella storia

formidabili quegli anni
quando dicevamo di essere compagni
una così lieve e fragile parola
scritta sopra il vento della storia

formidabili quegli anni
traversati come stelle senza cielo
fra le gocce ritrovate nel pensiero
come briciolo di pane sul sentiero

all’amore di ragazze travolgenti
cavalieri sopra nuvole incoscienti

formidabili quegli anni
formidabili quei sogni nei miei sogni
la malinconia passata agli occhi svegli
gli orologi segnan l’ora che son fermi

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