Andrea Roncato: ‘La gavetta a teatro è l’unico modo per fare vero spettacolo’

Martedì 11 febbraio alle 20.30 al Teatro San Babila di Milano andrà in scena, per la seconda parte della rassegna ConFini Comici, uno show imperdibile con una coppia straordinaria, nata negli anni ’70 e che ancora ci diverte: Gigi e Andrea saranno i protagonisti di una serata all’insegna della pura comicità, quella vera.

Loro, che fecero tanta gavetta prima di arrivare in tv, il teatro non lo hanno mai abbandonato, perché è la vera palestra dello spettacolo fatto con dei contenuti e del talento. Andrea in particolare è sempre impegnatissimo anche sul set cinematografico: negli ultimi anni è stato tra i protagonisti di Notti magiche di Paolo Virzì e Il Signor Diavolo di Pupi Avati, Ga recitato ne La mitomane, la serie tv di Netflix, e Liberi tutti, serie tv su RaiPlay, prossimamente su Raidue. Film come I pompieri, L’allenatore nel pallone, Mezzo destro destro mezzo sinistro, sono autentici cult amatissimi anche dai giovani che ne conoscono le battute a memoria. Restano indimenticabili le sue interpretazioni in tv con I misteri di Cascina Vianello, Carabinieri, e naturalmente Don Tonino, in coppia con l’amico e collega di sempre, con cui, ci racconta, non si è mai rotto il sodalizio. Solo che ora non frequentano più gli studi televisivi, (dove illuminarono la scena con Grand Hotel, Premiatissima, Festival, Sabato Sabato al circo, Bellezze Bellezze al bagno) ma continuano a fare ridere il pubblico a teatro. Con loro non si corre il rischio di ritrovarsi in uno show comico che si snaturi per imporsi di dimostrare una certa intellettualitá e serietà di fondo. Gigi e Andrea dimostrano la loro intelligenza nel fare ancora una comicità dove si rida seriamente, come ormai non accade più frequentemente.

Andrea questo ritorno a teatro con Gigi rappresenta una reunion che prelude altri spettacoli o sarà un evento isolato?

Io e Gigi non abbiamo mai smesso di lavorare insieme, ogni tanto facciamo insieme vari spettacoli in giro per i teatri d’Italia e proponiamo il nostro modo di fare comicità. Io nel frattempo ho sempre fatto molto cinema (negli ultimi due anni ho recitato in diciotto film), ma con Gigi c’è un sodalizio artistico e un’amicizia assolutamente indissolubili. Creiamo situazioni che giocano sull’attualità e scherziamo molto riproponendo anche vecchi classici come la mamma: tutto è legato da un filo conduttore che unisce i vari siparietti: siamo attenti a quello che riguarda la vita di tutti i giorni.

Armando Bigotti, Bergonzoni, Silvestro, Margheritoni, Don Tonino : tra i tantissimi personaggi che hai interpretato al cinema a quale sei più affezionato per storia e battute?

Abbiamo creato delle battute che poi divennero veri tormentoni come ci do che ci do che ci do. Tra i tanti interpretati, uno dei personaggi più amati però anche dai giovani è Loris Batacchi, capoufficio pacchi presente nel film Fantozzi subisce ancora che metteva incinta l’orango Mariangela. Ho trovato addirittura ragazzi che avevano tatuata la faccia di Loris Batacchi.

Non mi piace parlare al passato, e anzi è bello potere parlare di questo spettacolo fatto con la vostra comicità rapportata al 2020: come mai in tv non si vede più questo tipo di comicità e i teatri sono pieni di gente che li richiede?

Purtroppo, tranne rarissimi casi, in televisione non si vede più la vera comicità. Una volta c’era il teatro cabaret che aveva un filo conduttore. Quando cominciavamo le nostre gag avevano un inizio, uno svolgimento, delle battute e un finale. Le battute venivano dal contesto di quello che dicevamo: le gag duravano anche quindici minuti. Ora ci sono solo tormentoni mescolati a due tre battute che spesso altro non sono che barzellette sceneggiate in tre minuti. Si presentano con creste sulla testa, con urli e versi strani creati apposta perché diventino tormentoni. L’umorismo di adesso è basato sul ridicolo più che sul comico. Se vesto Pippo Baudo da Minnie è ridicolo ma non è comico. Siamo tornati all’atmosfera da circo quando c’erano la donna cannone, l’uomo ragno: lo spettacolo televisivo di oggi è un carrozzone da circo che purtroppo sfrutta anche i problemi fisici delle persone per fare ridere e creare curiosità. Prima c’erano varietà, ora no: si passano pomeriggi pomeriggi a capire se la Marchesa d’Aragona sia marchesa oppure no.

Certo, la comicità quale forma che tocca nel tragico per rielaborare con un codice che faccia ridere è un’altra cosa. Quali sono le ispirazioni artistiche di Gigi e Andrea?

Noi guardavamo già all’epoca ai comici venuti prima di noi. Cochi e Renato facevano ridere facendo solo come porti i capelli nella bionda: non erano complessi, ma avevano i tempi comici. Lo spettacolo oggi è fatto più da fenomeni di baraccone che i tempi comici non sanno nemmeno cosa siano. Una volta il varietà era uno spettacolo davvero completo. Non ci sono più nemmeno programmi che parlino di veri vip, perché oggi il vip non esiste più.

In che senso? Non ti vedremo mai in un reality?

Io non farei mai reality. Erano belli i primi che facevano, da cui emergevano persone come Taricone, Argentero, ma tutti quelli che sono venuti dopo sono persone che non hanno niente da dire. Se devo guardare una trasmissione dove uno deve far vedere se è bravo o cattivo, se sa cucinare oppure no, non mi interessa, sono problemi suoi. I primi reality portavano fuori personaggi realmente interessanti: si ricordano quei due attori che ho citato prima, che avevano già talento e hanno studiato. Si ricorda la prima Isola dei famosi che era composta da personaggi davvero di spettacolo. Oggi per essere considerati famosi basta spogliarsi o fare vedere la patata sul red carpet. Per molti fare tv è già un traguardo ma non sanno che poi tanti non hanno i soldi per pagarsi le bollette della luce. Sono false illusioni: la tv paga molto meno di una volta, e soprattutto non paga chi non ha nessun merito. Ma ormai in tanti si accontentano di apparire, e non appaiono nemmeno più per quello che sono ma per quello che pensano serva di più. La Ferragni è un’imprenditrice, ma quelli che hanno 1000 followers solo per certe foto mezze nude sono una vergogna. E poi magari sono quelle che scendono in piazza a fare le femministe…

Fare teatro rimane il modo più autentico per fare spettacolo.

Credo che paghi ancora oggi essere attori veri: recentemente ho fatto un film con Avati, Virzì, un film in Francia per Netflix, uno con Isabella Ferrari che andrà in onda maggio sempre su Netflix, Sotto il sole di Riccione, un altro con Milena Vukotic. Come in ogni lavoro ci sono le difficoltà ed è necessario un percorso per crescere, allo stesso modo funziona per fare l’attore: io quando cominciai feci quindici anni di gavetta prima di arrivare in televisione (Io e la Befana, ndr). Tante oggi vengono definite impropriamente soubrette, ma sono solo belle ragazze. La Mondaini e la Goggi erano soubrette, ma non quelle che ci propongono come tali e che non sanno nemmeno quello che fanno. Però va bene così, se ormai la tv va così.

Di chi è la colpa?

In parte della crisi economica. Costruire un reality costa meno che fare un varietà con tanto di autori, balletti con corpo di ballo, costumi ecc…Insomma, il problema è anche della crisi economica.

Massimiliano Beneggi

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