Fiorello compie 60 anni: lo showman che ci insegna la filosofia di Martin Buber

IL COMPLEANNO DI TUTTI

Mario Monicelli, Claudio Baglioni, Laura Pausini, Helena Hellwig, Marina Massironi, Dolcenera, Niccolò Fabi, Francesca Archibugi: se qualcuno ha dubbi sull’esistenza di congiunzioni astrali che direzionano il nostro destino, il 16 maggio può sciogliere ogni scettico pensiero. Ma nel giorno di nascita di tantissimi artisti, uno in particolare è da festeggiare oggi.

Nei 60 anni di Fiorello ci siamo un po’ tutti. In effetti ciascun compleanno trae forza dalla compartecipata euforia di qualcuno che faccia gli auguri, e quindi ogni volta che compie gli anni un nostro amico è un po’ la festa anche di quelli che sono intorno a lui. Sarebbe retorico (e peraltro nemmeno vero, almeno fino a quando decidiamo di utilizzare le parole per quello che significano), affermare a questo punto che Fiorello sia l’amico di ogni italiano. Non è per quello che i 60 anni dello showman sono un compleanno di tutti noi. Lui è amico di Amadeus, Jovanotti, Cecchetto, e altre persone che riguardano la sua sfera personale. E che rispettosamente non va sovrapposta alla sua popolarità inarrestabile. La verità è che con i 60 anni di Fiorello, più che nei compleanni di tanti altri, ci siamo sentiti tutti chiamati in causa. Diciamocelo francamente, senza giri di parole: abbiamo avvertito nel nostro intimo un senso di anzianità. Consapevoli che 60 anni come i suoi vorremmo averli tutti, non è su di lui che vediamo i segni di un’età che avanza e che ci piace invece festeggiare, ma direttamente su di noi. Che guardiamo le immagini della sua lunga coda nera ai tempi del Karaoke con la nostalgia di chi sfoglia l’album fotografico di famiglia e si chiede quanto tempo sia volato tra le mani. Arrivando in un attimo dal 1993 al 2020. Perché di cose ne ha fatte tantissime, ma per chi ha vissuto gli anni ’90 Fiorello rimarrà sempre il re del Karaoke. Maturato, tra errori dichiarati, pagati e pieni di meritato riscatto, Fiore è passato tra alti e bassi da Buona domenica (ah, che bello quando ancora c’era un varietà e non esistevano ospiti improvvisati o inventati come Mark Caltagirone!) a Non dimenticate lo spazzolino da denti passando per Superboll fino a diventare lo showman più amato di sempre con Stasera pago io, che segnò di fatto la sua svolta. Nonché l’inizio della sua seconda fase artistica.

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TALENTO PURO, UNICO SHOWMAN

Imprevedibile, talentuoso (chi altro saprebbe rifare come lui le canzoni di Baglioni e Pino Daniele?), ironico, simpatico, mattatore, adorabile: gli aggettivi non basterebbero a descrivere il migliore personaggio che la televisione abbia sfornato negli ultimi 30 anni. L’unico per cui l’accezione di intrattenitore sarebbe riduttiva quanto quella di presentatore o di cantante, sebbene in ogni famiglia sia entrato almeno uno di quegli album Veramente falso o Finalmente tu. Omonimo di quella canzone che ci rimanda anche all’unica delusione dei fans, quando non andò oltre il quinto posto a Sanremo con una canzone splendida che lo vedeva favorito. Come se Giorgia, Morandi, Spagna e Bocelli, alla fine classificati davanti a lui, non esistessero. Insomma, una sconfitta che a distanza di 25 anni tutto sommato poteva essere prevedibile e attenua la delusione. Fiorello è l’unico vero showman italiano. Quello in grado di fare un one man show senza annoiare, perché nel frattempo intrattiene con racconti che sarebbero banali con chiunque altro, con ospiti che nessuno altrimenti saprebbe valorizzare, e interpretando lui stesso qualsiasi personaggio non abbia potuto essere presente. Basti pensare a quante volte sentiamo Mike ancora tra noi grazie a Fiorello.

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COME MARTIN BUBER

Singolo sul palcoscenico con un pubblico coinvolto in qualunque cosa faccia, Fiorello rappresenta la filosofia esistenzialista dell’austriaco Martin Buber (non Bieber, ma l’autore di Il principio ideologico), secondo cui ciascun individuo deve il proprio Io alla sua relazione con il Tu, che lo rende vero nella relazione partecipata della realtà. Fiorello dialoga continuamente con la platea anche quando fa un monologo, quando pensa a voce alta: con lui ogni spettacolo diventa un incontro. Si mette al servizio di ciascun ospite esaltandone le qualità e riducendone le possibili smanie di individualismo: chiunque si sente coinvolto in una vera relazione indispensabile per fare esprimere il proprio Io. Persino Morgan (Morgan!) a caldo dopo il caos creato sul palcoscenico insieme a Bugo ha cercato in Fiorello la risoluzione di un disagio che con altri artisti avrebbe potuto essere amplificato senza la professionalità mostrata dallo showman siciliano e Amadeus.

NON LASCERA’ LA TV

Per questo oggi compiamo un po’ tutti 60 anni: quell’età che un tempo associavamo a volti che parevano già anziani nella tv che ancora oggi amiamo e rimpiangiamo di Vianello, Corrado e Mike, e che oggi è sinonimo di incredibile e invidiabile energia. Oggi quell’età è quella del re del Karaoke. Di quel fenomeno che ci ha fatto scoprire quanto sia bello cantare in mezzo alla gente senza vergognarci delle nostre stonature, quasi come metafora della vita che potremmo riutilizzare più che mai in questo periodo. Quando ciascuno di noi ha riscoperto la propria individualità e la necessità di quella relazione Io-Tu che Buber ci descrisse e Fiorello ci insegna ogni volta a mettere in atto. Emozionante, fuoriclasse, generoso al punto da renderci invidiosi del suo amico Amadeus, che all’ultimo Festival ha saputo farlo esprimere nelle sue migliori qualità. Non quelle di una macchietta comica, né quelle di un prevedibile superospite. Non si sa bene quale fosse il suo ruolo, era semplicemente Fiorello. Unico e ineguagliabile. Qualche giorno fa ha dichiarato che potrebbe fare Sanremo 2021 e poi chiudere la carriera. Non è stata una boutade, probabilmente un pensierino lo ha fatto davvero per lasciare la televisione prima che un domani possa accadere il contrario. Quel domani, però, sarebbe ancora lontano, e la verità è che ha ancora troppe idee e troppe cose da dire prima di chiudere davvero. Perché è vero che ogni cosa sembra già stata fatta in questa televisione, ma è pur vero che programmi come Viva Rai Play o Stasera pago io sono varietà che solo una persona sa fare. Se dovesse abbandonare lo show quell’unico talento in grado di farlo, ci rimarrebbe solo Mark Caltagirone. Ovvero il nulla più assoluto. E uno che ha fatto della relazione Io-Tu il suo successo, non potrebbe mai essere così egoista da lasciarci orfani di televisione. Sarebbe contro ogni suo saldo principio. Ecco perché farà Sanremo 2021 con Amadeus e Jovanotti, ma non lascerà la tv. Auguri Fiorello!

Massimiliano Beneggi

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