Il governo “riapre” i teatri: 15 giugno. Ovvero settembre

E’ chiaramente una data che consentirà la rappresentazione solo di alcuni piccoli spettacoli, quella fissata ieri sera dal premier Giuseppe Conte che nella conferenza stampa ha annunciato che dal 15 giugno potranno riaprire teatri e cinema. E’ però già una notizia importante, considerando che solo poche settimane fa si parlava di riaperture a fine anno. Le misure di sicurezza da mantenere non vengono specificate, ma è ragionevole immaginare rimangano quelle già descritte settimana scorsa.

DISTANZE BEN SERRATE?

La parola ora andrà, come su ogni attività, alle Regioni competenti che si riserveranno di decidere quali soluzioni adottare per consentire la ripresa. Più che sul distanziamento è facile venga alzato di qualche unità il numero di persone che, nel totale fra lavoratori e pubblico, possono stare nel teatro. Impossibile aspettarci qualcosa di clamoroso, però: per quanto contraddittorie siano tante regole, quella del distanziamento sociale sarà la norma con cui dovremo convivere a lungo, e che potrebbe anzi essere più severa in estate con l’aria condizionata in grado di spostare il virus a distanze più grandi. Gli attori sul palcoscenico dovranno comunque mantenere una distanza tra loro, che significa rivoluzionare gli spettacoli.

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APERTURA SIMBOLICA

Al momento si sa molto poco, dovremo aspettare le misure delle Regioni: quello che è certo è che il 15 giugno i teatri e in cinema potranno riaprire. Una decisione forse più simbolica che concreta, ma decisamente importante: la cultura può ripartire, questo il monito del governo. Molto probabilmente la maggior parte attenderà a questo punto a settembre quando si comincerà con la nuova stagione, e sarà più facile accogliere il pubblico se non proprio a braccia aperte perlomeno senza un clima di completa incertezza. Da qui a settembre ci sono ancora 4 mesi: è lecito essere positivi.

I CONCERTI ESTIVI

Situazione concerti estivi: Tiziano Ferro qualche giorno fa è stato molto chiaro dicendo che le speranze sono ridotte al minimo ed è meglio non crearsi illusioni in attesa di direttive, che anche dopo la conferenza stampa di ieri sera non sono sciolte al momento. La Serie A, però, non ha le misure per ripartire: forse, questa, può essere già una risposta, se mai qualcuno ci sperava ancora.

Massimiliano Beneggi

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