Raffy e Dj Mitch: Che emozione vedere tutti ballare “Tiki Tiki”

Lui una voce storica di Radio 105, nonché produttore musicale e volto televisivo de Le Iene; lei un’eccezionale ragazza alle prese quest’anno con la maturità più bizzarra di sempre, con una voce dolcissima e una grande passione canora che ha saputo trasformare in un antidoto contro i disagi della vita. Con l’umiltà di non sentirsi superiore ad altre colleghe di fatto già superate nell’apprezzamento sui social, e altresì la determinazione di aver trovato la strada della sua vita, ha sparigliato le carte del mercato musicale nel periodo della quarantena.

Mitch credit Antonio Carbone fotografia
Foto di Antonio Carbone

Dj Mitch, recentemente alla ribalta anche con la riedizione di In alto la testa (“Un modo per sottolineare l’abbraccio dell’Italia unita da nord a sud e ringraziare i medici e le persone che stavano lavorando per noi”, racconta lui) negli ultimi tempi si scopre sempre più un talent scout, ed è così che lancia Raffy, giovane artista italoromena (padre napoletano, madre romena, lei nata in Romagna) di grande talento. Raffy, che in passato è stata vittima di bullismo, rappresenta uno dei più bei messaggi di riscatto, determinazione e speranza che la musica possa trasmettere, e ne sentiremo parlare moltissimo sin da quest’estate. Il suo brano Tiki Tiki, prodotto da Costi Ionita e rilanciato da Mitch, è diventato un allegro e irrinunciabile tormentone su Tik Tok, dove ha lanciato il challenge chiedendo al pubblico di ballarlo con la mascherina. E’ stato subito boom di video divertenti e persino commoventi per l’unità che si è vista sul social nel recepire il messaggio della giovane artista. Abbiamo voluto incontrare allora gli autori di questo successo che ha già raggiunto quasi 670 mila visualizzazioni su You Tube.

 

La quarantena è stata l’occasione per molti di riscoprire la creatività. Paradossalmente è stato un modo per rimanere ancora più in contatto con certe persone e intraprendere un nuovo modo di organizzare la stessa arte. Come avete partorito Tiki Tiki?

Mitch: Mi capita spesso di avere ragazzi che mi scrivono e mi propongono i loro brani, questa volta finalmente ho avuto il tempo di ascoltare di più tanta nuova musica e di guardare cosa accadeva nel mondo. Mi è capitato di ascoltare il brano di Raffy e ho sentito immediatamente in lei la passione della musica. Abbiamo voluto lanciare un contest su Tik Tok che coinvolgesse tante persone, provando a farle cantare su un ballo con la mascherina: è stato un modo per creare un gioco, uno svago in un periodo difficile, e il risultato è stato sorprendentemente forte. La canzone sta andando benissimo, ha un ritmo latino che piace.

Raffy: Tiki Tiki nasce con l’intenzione di una musica con un sound internazionale che piacesse a tutti. E’ un reggaeton un po’ particolare dove unisco spagnolo, inglese e italiano: ho cercato di portare in Italia un genere diverso, e ci ha divertito molto quest’idea del ballo di gruppo alle porte dell’estate più particolare di sempre. Ci sembrava ancora più bello trasmettere un’idea di unità e spensieratezza. E’ stata una emozione incredibile vedere tutta quella gente che ha risposto al challenge, impegnata a ballare la canzone.

E’ una canzone che si propone a tutti gli effetti come tormentone: solitamente l’estate è un periodo di rinnovamenti personali, e i tormentoni diventano quindi un simbolo di questi stesse trasformazioni. In che modo vi ha cambiato il vostro incontro artistico?

Mitch: Con Raffy ho conosciuto una ragazza dolcissima, che porta con sé tante culture. Mi ha colpito l’energia che mette nelle sue canzoni: sa fare il reggeaton, canta in spagnolo, inglese, italiano. Sa prendersi in giro e sfruttare la sua vena comica. E’ nata una bella amicizia con una persona che vuole fare della musica la sua vita.

Raffy: Mitch si è interessato tantissimo alla mia voce e rappresenta una speranza per me. Fino a un anno fa per molti era più difficile promuovere una persona in carne. Ci sono tantissime persone che come me amano cantare ma non hanno il coraggio di provare a mostrarsi perchè si sentono diverse dagli altri. In quei casi l’autostima si abbassa e tutto diventa più difficile, dimenticandoci che la musica per avere un carattere internazionale deve fondarsi sul suo essere una passione. Grazie a Dio ho trovato un produttore come Mitch che crede in me e questo mi è servito per capire che oltre alle persone che ci criticano in questo mondo ci sono altrettante persone che ci apprezzano. E ora sono sicura più che mai che la musica sarà il mio futuro, non mi immagino un futuro diverso.

Oggi tutti pensano che fare musica sia quanto di più facile da realizzare: basta fare qualcosa di rap e commercialmente funziona. In realtà forse è il periodo più complicato per proporre, in qualunque stile, qualcosa che superi anche i pregiudizi e raggiunga l’interesse collettivo. C’è un modello artistico a cui si possa guardare per costruire qualcosa di innovativo?

Mitch: Oggi la trap ha effettivamente un grande successo, va detto che non tutti hanno argomenti così forti. Nella vita e nella storia c’è sempre un’evoluzione nella musica, e ogni generazione si è sempre confrontata con lo stile che sarebbe esploso dopo. Accadeva così anche con il rock, che oggi è diventato iconico. E’ giusto ricordarsi di certi periodi storici e artistici ma bisogna adattarsi e scoprire della bella musica attuale. La musica è bella perchè è varia: un giorno ti emozioni con In alto la testa, e un altro con Tiki Tiki.

Raffy: Ho sempre cantato pop-soul: amo artisti come Lara Fabian, Whitney Huston, voci classiche che hanno fatto la storia della musica in tutto il mondo. Un’artista però credo non debba cantare solo in uno stile: per questo voglio mettermi alla prova con tutto, per consentire a tante persone di cantare insieme a me. Se uno ama la musica, sa mettere la propria impronta in tutti i generi: quindi in ogni brano che interpreto chiunque può sentire sempre lo stile di Raffy che mi identifica.

Victor Hugo riteneva che non fosse opportuno pensare al futuro, in quanto arriva sempre prestissimo. Senza pensare troppo quindi, quali saranno i progetti che arriveranno presto nei vostri percorsi?

Mitch: Il 12 giugno uscirà un featuring di cui ho curato la produzione, che vedrà insieme Ossido Master un rapper di Catania trapiantato a Cambridge, e Sensei, considerato il rapper più veloce in Italia, con un’icona hip hop internazionale come Busta Rhymes. Sono molto orgoglioso di questo incontro artistico.

Raffy: Finita la maturità vorrei andare in Sud America per dare un carattere ancora più internazionale alla mia musica. I prossimi brani che usciranno saranno in spagnolo e in inglese, prodotti in Romania. Mi piacerebbe arrivare in tv con un talent: quando mi sono buttata nel mondo della musica l’ho fatto per non lasciare nulla di intentato e penso che un talent show, mettendo alla prova davanti a tante persone, faccia crescere ancora di più. Penso valga la pena tentare questa grande esperienza.

Raffy tu lanci un messaggio importantissimo perchè non nascondi tante difficoltà legate al bullismo. Gli stoici dicevano che il modo più giusto per vendicarsi di chi ci vuole male è fare sempre meglio di loro. Tu che hai mostrato di essere nettamente più forte, cosa puoi dire a chi subisce certe vessazioni?

Raffy: Io sono sempre stata una ragazza introversa, e grazie alla musica mi sono ritrovata: mi ha aiutato a uscire da tanti problemi di salute e disagi che mi hanno fatto stare male. Bisogna sempre parlare per fermare i problemi: il bullismo non è un gioco, non è una cosa banale. Se non si parla può peggiorare sempre di più e non uscire mai fuori purtroppo.

Addirittura hai avuto il coraggio di spingerti in un mondo come quello della musica, talvolta fatto di squali e di colleghi che non si capisce se cantino o se recitino una parte che li porta l’uno contro l’altro con tanti dissing. Non hai paura di essere inghiottita da questo meccanismo imperante proprio su Tik Tok?

Raffy: Ho sempre un po’ di paura perchè so che l’industria musicale è molto complicata, ma voglio far capire a tutti che esistono diversi modi di essere un’artista. Non conta nulla l’aspetto fisico se non c’è la passione con cui si mostra di essere una cantante. La musica bisogna sentirla e amarla e non farla solo per il desiderio di popolarità. I social sono un ottimo mezzo per farsi conoscere, ma per emergere ci deve essere dietro ci sia una passione vera con cui esprimersi. Io da piccola conoscevo già a memoria tutte le canzoni della Disney e da lì mi sono appassionata, iscrivendomi a canto e raggiungendo piano piano livelli più alti. Questo mi tranquillizza quindi rispetto alle possibili paure, perché seguirò sempre la direzione che ho intrapreso: sono cresciuta molto anche grazie al mio staff e a Costi Ionita, il produttore che ha creduto subito in me.

Gabry Ponte qualche anno fa fece una canzone, Che ne sanno i 2000, diventata anche simbolo di un riscatto delle generazioni precedenti. E’ l’occasione per dimostrarlo: quali sono i valori di una ragazza del 2000?

Raffy: Ho sempre guardato più avanti: ho sempre sognato in grandissimo. Ho fatto molti sacrifici, andando all’estero da sola solo per crescere e diventare quello che volevo essere. Non bisogna avere limiti: se sogni di essere una persona non è buttato a caso, ci arriverai in un modo o nell’altro. Noi ragazzi del 2000 siamo nati in un periodo strano: la tecnologia c’era già pienamente, dopo poco abbiamo vissuto una pandemia mondiale, e tocca a noi dare un futuro migliore per il nostro Paese, per il nostro mondo. Guardando avanti e sognando ce la faremo.

Massimiliano Beneggi

Raffy credit Bogdan Petrice Fotografo
Foto di Bodgan Petrice

 

 

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