Dopo 31 anni tutti cantano ancora le “Notti magiche”

Come nel 2006. Tante canzoni sfornate come buon auspicio per la vittoria azzurra, una adottata ufficialmente per accompagnare la cavalcata italiana verso il trionfo (quest’anno Coro azzurro di Autogol, Dj Matrix e Arisa), ma una sola è il vero simbolo della nostra Nazionale. Ancora una volta, finita la partita, lo stadio fa partire Un’estate italiana, quella dei Mondiali ‘90 persi in semifinale contro l’Argentina. Mancini e Vialli giocavano in una squadra che iniziava a fare posto anche a Roby Baggio. Ma il fenomeno di quella stagione era Totò Schillaci. Molti dei Campioni d’Europa 2021 dovevano ancora nascere.

La canzone di Edoardo Bennato e Gianna Nannini, prodotta da Moroder, quell’anno battè tutte le vendite in occasione dell’estate italiana. Per tutti, popolarmente, quella delle Notti Magiche.

Nei tre Mondiali successivi quasi ce la si dimenticò, per essere nuovamente attuale nel 2006 dopo il trionfo in Germania, e ancor di più oggi, dopo aver battuto i Leoni inglesi.

Un’estate italiana, dunque, è diventata di fatto l’inno ufficiale dell’Italia del calcio, che testimonia qualcosa che va ben oltre lo sport: quella melodia, accompagnata da un arrangiamento indimenticabile, è ancora moderna oltre trent’anni dopo. Quando si dice saper creare un classico.

Molto più del Popopopo di germanica memoria, che a dir la verità nauseava già 15 anni fa ed è diventato ancor più insignificante quando le tifoserie di tutte le nazionali lo hanno adottato come grido di battaglia.

Certo, il successo del brano di Bennato e Nannini fa riflettere da un lato non solo sull’eternità di quel pezzo dedicato al sogno azzurro che unisce una nazione intera, ma altresì sull’impossibilità di chiunque di raggiungere quel livello. Si parla di organizzare nuovamente i Mondiali in Italia: ma chi si prenderebbe la patata bollente di riformulare un nuovo pezzo mettendosi in competizione con una canzone ormai insuperabile?

Ovviamente tutte le canzoni (Mille su tutte) di questa estate 2021 saranno inevitabilmente legate comunque, nell’immaginario collettivo, al trionfo azzurro. E chissà che non arrivi, come 15 anni fa, un nuovo pezzo di Checco Zalone, che all’epoca con la sua Siamo una squadra fortissimi spopolò consacrandosi al grande pubblico.

A dir la verità quella canzone uscì comunque prima del Mondiale 2006. Successivamente al trionfo di Berlino, invece, arrivò un improbabile jingle per le suonerie del telefono. Era cantato da tale Vladimiro Tallini e, sulle note di Garibaldi fu ferito, faceva così nel ritornello: E adesso ridacci la nostra Gioconda perché siamo noi i Campioni del Mondo. Materazzi ha fatto gol!

Dio ce ne scampi. Continuiamo a cantare le Notti Magiche.

Massimiliano Beneggi

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