“Quei favolosi anni ‘50”: la musica di qualità non muore mai

Vi siete chiesti come mai gli over ‘60 abbiano più anticorpi? Evidentemente sono più forti, hanno una marcia in più. Complice la gioventù che hanno avuto, e che hanno saputo costruirsi. In ogni caso, ciò che è nato prima di una certa epoca, resta inossidabile e sempre valido.

Da qualche giorno è in edicola, in allegato con Tv Sorrisi e Canzoni e Chi, una nuova minicollana musicale straordinaria edita da D’IDEE: Quei favolosi anni ‘50. (Clicca qui per acquistarlo)

Ottantaquattro successi del decennio che ha aperto strade stili, mode e melodie inconfondibili dell’immediato dopoguerra. La musica, da sempre narratrice delle diverse epoche, proprio negli Anni Cinquanta scoprì di potere accompagnare le giornate di tutti, specie noi italiani. Le nostre canzoni raggiunsero subito una popolarità oltreoceano per cui ancora oggi siamo considerati, nel mondo, i veri inventori di un certo modo di interpretare. E non a caso fummo proprio noi, nel 1951, a inventarci il primo Festival della Canzone, quello che poco dopo sarebbe stato preso a modello per l’Eurovision Song Contest. Sì, siamo quelli che hanno saputo ricostruire il proprio destino con le automobili ma anche con la musica. Orgogliosamente.

Tre cd dunque in questa nuova collezione da non perdere, rigorosamente divisi tra successi italiani e hit internazionali. Nessuno, Piccolissima serenata, Canzone da due soldi, Carina, Patricia, Tre numeri al Lotto, Only You, Diana, Magic Moments e tantissime altre canzoni intramontabili, che compiranno in questo decennio 70 anni!

Ora che non c’è più nessuno in tv, dopo Paolo Limiti, a ricordare una certa epoca, sembrava fosse impossibile un’impresa simile, invece ecco una minicollana che ci fa rivivere quegli anni della generazione inossidabile. Una raccolta di Musica con la M maiuscola. Allora ascoltare canzoni vere nel 2021 è ancora possibile. Allora esiste ancora chi crede nella qualità. Bene a sapersi: l’inizio di una nuova era e dell’abbandono progressivo di certe strane mode, forse, è vicino.

Massimiliano Beneggi

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