Speziani e Pietta a Milano nella commedia “Combattenti

Venerdì 17 e sabato 18 settembre alle 21 debutta al Teatro Asteria di Milano, all’interno di “Anteprime…e non solo”, Combattenti, il testo pluripremiato di Renato Gabrielli, messo in scena in prima milanese da Massimiliano Speziani e Silvia Pietta.  

Una storia d’amicizia, forse d’amore. Ne sono protagonisti Giuditta, scontrosa ex campionessa di pugilato, e Raffaele, giornalista sportivo disoccupato che cerca di farsi strada nel luccicante mondo dei social media. Si uniscono nel progetto di rilanciare la palestra di lei con una serie di tutorial di autodifesa femminile deliranti; ma sarà proprio la paradossale riuscita di quel piano a mettere a rischio il loro rapporto. Una commedia agrodolce che attraverso la metafora della boxe esplora i conflitti tra sentimenti, interessi e valori ai tempi della “modernità liquida”.

Così racconta lo spettacolo il regista Domenico Ammendola:

Combattenti” è un testo scritto da Renato Gabrielli, autore contemporaneo e insegnante di
drammaturgia della Scuola Paolo Grassi. È per ammissione dello stesso autore “una
commedia bastarda”, perché a tutti gli effetti ha i canoni della commedia ma in più punti
non li rispetta, li sovrascrive, per trasformarla in qualcosa di diverso. A tratti ha punti in
comune con il teatro dell’assurdo, ma anche con il teatro psicologico. Tuttavia, può essere
considerata una commedia a tutti gli effetti.
Questo testo mi ha affascinato molto perché mi ha ricordato la drammaturgia
anglosassone contemporanea, su cui NoveTeatro da anni lavora e fa ricerca, soprattutto
per la presenza di personaggi finemente cesellati e “inchiavardati” in un contesto in cui
sono costretti a stare e a cui non potevano sfuggire. In questo caso, il pretesto è la storia
di Giudy, un’ex campionessa di pugilato, che apre una palestra di boxe, kick boxing e
autodifesa per sole donne. La palestra è in grandi difficoltà economiche, lei non riesce a
tenerla in piedi. Nella sua vita entra un social media manager, “ex-giornalista sportivo
disoccupato”, grande estimatore di lei come campionessa e grande amante di boxe, che la
vuole aiutare per rilanciare la palestra.
In questo contesto surreale si sviluppano non solo le conflittualità ma anche le affinità tra i
due personaggi che cercano di barcamenarsi. Entrambi sono 40-50 enni che si stanno
reinventando, dopo che hanno perso il mestiere precedente.Questo incontro crea tante
situazioni assurde, a tratti grottesche, che ti portano a ridere e sorridere in più momenti,
ma che alla fine risultano essere sorprendentemente amare. La messa in scena da me
curata, per mettere in risalto questo contesto a tratti surreale e grottesco, utilizza
videoproiezioni – in collaborazione con Alessandro Tedde – per creare un contesto
dichiaratamente finto dentro al quale muovere i personaggi, perché come diceva Gigi
Proietti “in teatro tutto è finto ma nulla è falso”.

Comunicato stampa ufficiale

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