Torna nei teatri italiani, dal 26 febbraio, Notre Dame de Paris, l’opera popolare moderna più famosa al mondo, nonché spettacolo tra i più imponenti mai realizzati. Andato in scena per la prima volta nel 2002, il musical celebrerà nel 2027 il 25esimo anniversario. Un traguardo che si avvicina che rende particolarmente orgoglioso Riccardo Cocciante, autore delle musiche con testi di Luc Plamondon (adattate in italiano da Pasquale Panella).

Si riparte dunque da Milano il 26 febbraio al Teatro Arcimboldi, con una tournée che prosegue fino al 29 marzo nel capoluogo lombardo, per andare poi a Jesolo, Eboli, Pesaro, Reggio Calabria, Montichiari, Lugano, Genova, Senigallia, Caserta, Ferrara, Lanciano, Sabaudia, Olbia, Palermo, Torre del Lago, Verona, Bergamo, Messina, Napoli, Bari, Firenze, Conegliano, Torino, Casalecchio di Reno (BO), Trieste, Roma. Un tour che durerà per tutto il 2026, arrivando fino al 6 gennaio 2027.

Oltre 120 mila i biglietti già venduti.

Proprio dalla città delle prime date, Milano, è stato quindi presentato stamattina il progetto. A Palazzo Serbelloni, nel pieno centro meneghino, Riccardo Cocciante, presentato da Giorgia Surina, è apparso particolarmente emozionato davanti alla stampa in una cornice dall’atmosfera barocca molto simile a quella de Il tempo delle cattedrali.
“Lo abbiamo scritto perché ci piaceva scrivere su questa storia. Gli autori ci hanno messo mano dopo la composizione delle musiche. Non immaginavamo questo successo: volevamo solo farlo. Il successo viene dopo, se arriva è perché è meritato”, dice Cocciante. “Mi sento privilegiato a potere parlarne dopo quasi 25 anni”.

Aggiunge Riccardo Cocciante: “E’ un’opera popolare, dove una voce naturale e non impostata canta con impeto. Abbiamo usato il formato “canzone” inserendole una dopo l’altra per formare una storia. Volevamo comunicare emozioni e sentimenti con semplicità, con lo strumento eccezionale della canzone. E’ bellissimo infatti vedere che, nonostante gli arrangiamenti non siano mai cambiati, riescano a coinvolgere continuamente tanti giovani”.

“Inizialmente nessuno voleva produrre l’opera”, ha detto Cocciante riferendosi alla mancata abitudine in Italia a fare musical. “Grazie a tutti i produttori che hanno eseguito quest’opera in modo eccellente. Il lavoro di Panella non è di semplice traduzione, ma una interpretazione, un vero adattamento: occorreva un grande artista come Pasquale per farlo”.
Tanti i temi attuali: la diversità umana, il razzismo. “Tutto viene esaltato da alcuni personaggi”, dice Cocciante, “Quasimodo ed Esemeralda si sentono estromessi dalla società per motivi diversi. La questione dei clandestini oggi sembrerebbe opportunistica, ma l’opera la scrivemmo già anni fa. Io anche da cantante ho sempre amato tutto ciò che è diversità. Notre Dame non assomiglia a nessun’altra opera, commedia musicale o altro: è Notre Dame e basta”; ha ribadito prima di esibirsi al pianoforte ed emozionare con le poesie musicali che compose venticinque anni fa. Mentre lui suona, ecco cantare uno ad uno i nuovi protagonisti del musical. Brani ormai noti, che con interpretazioni rinnovate ma sempre eleganti regalano ulteriori suggestioni alla storia di Notre Dame. Confermato Gio Di Tonno nei panni di Quasimodo.
Massimiliano Beneggi