Va in scena al Teatro Franco Parenti di Milano, il 23 e il 24 ottobre, Il Danno.
Il desiderio non è una parentesi sentimentale, ma una forza che incrina la costruzione razionale dell’identità. Con Il danno, Susanna Beltrami attraversa la materia narrativa resa celebre dal romanzo di Josephine Hart e dal film di Louis Malle per trasformarla in un dramma danzato sulla colpa, sul trauma e sulla caduta. Il centro non è l’adulterio in sé, ma la crepa invisibile da cui una vita apparentemente ordinata comincia a franare.
Un uomo è diviso tra controllo e pulsione, una passione proibita, la perdita del figlio. In questa anatomia della caduta, la vicenda privata assume la forma di un conflitto arcaico. Le forze che muovono i personaggi — desiderio, colpa, rimozione, pulsione di morte — non sono spiegate, ma agiscono nel corpo, nei vuoti, negli scarti di relazione. IL DANNO costruisce così un territorio in cui la danza porta alla superficie ciò che la parola tende a seppellire.
Il lavoro di Susanna Beltrami si sviluppa in una lingua scenica di matrice cinematografica. La partitura video firmata da Salvatore Lazzaro non accompagna la coreografia come fondale illustrativo ma ne moltiplica i livelli di percezione, sovrappone presenza fisica e immagine proiettata, apre un accesso stratificato al mondo interiore dei personaggi. Il gesto diventa montaggio emotivo, la scena un luogo in cui passato e presente si confondono, fino a far coincidere corpo e fantasma, azione e memoria.

A sostenere questa tensione sono Emanuela Montanari, Antonino Sutera già primi ballerini del Teatro alla Scala, e il giovane Nicolò Brizzi in un triangolo che non si limita a riprodurre una trama, ma la concentra in relazioni fisiche, immagini ricorrenti e segni di frattura. La presenza di interpreti provenienti da esperienze e generazioni diverse permette di lavorare sul contrasto tra rigore formale e cedimento, tra disciplina del corpo e irruzione dell’istinto.
Nella lettura di Susanna Beltrami, il tabù familiare, il trauma originario, la ripetizione inconsapevole della perdita non appartengono solo al mito, la tragedia greca assume abiti contemporanei. Il vero punto di rottura non coincide con la catastrofe finale, ma con l’istante in cui il rimosso trova un varco e comincia a dettare il movimento.
INFORMAZIONI
Orari
venerdì 23 Ottobre – 19:45
sabato 24 Ottobre – 19:45
Biglietti
SETTORE A (file A–E + H) intero 32€; under30 20€; over65 24€.
SETTORE B (file F–R) intero 25€; under30 16€; over65 18€; convenzioni 20€.
SETTORE C (file S–ZZ) intero 20€; under30 16€; over65 / convenzioni 18€.