È al Teatro Manzoni di Milano, fino all’8 novembre, Qualcosa è andato storto, scritto e diretto da Carlo Buccirosso. Ecco la recensione.

IL CAST

Carlo Buccirosso, Elvira Zingone, Gino Monteleone, Fiorella Zullo, Stefania Aluzzi, Matteo Tugnoli, Fabrizio Miano, Tilde De Spirito

LA TRAMA

Corrado Postiglione è un avvocato un po’ sfortunato ma sempre dedito al lavoro, eppure biasimato dalla famiglia per qualunque cosa faccia. Non va d’accordo con nessuno, fatta eccezione per la nipote: nemmeno sua madre lo vuole più vedere. A un anno dall’ultimo loro incontro, gli irrisolti sono tanti e trovano numerosi contrasti al compleanno della madre. Si scopre che, tra i motivi di dissidio, c’è la ludopatia dell’anziana donna, su cui il genero tabaccaio avrebbe speculato. Durante la serata succede di tutto e, quando le cose sembrano via via risolversi, ecco che la malattia della mamma rigetta la famiglia nell’immoralità, rendendo tutti protagonisti di una lotta per l’eredità. Il più indicato, professionalmente, a gestire la situazione sarebbe proprio Corrado…

IL COMMENTO

Una commedia che rievoca le atmosfere e le dinamiche familiari care a Eduardo De Filippo, nonché le lotte fratricide narrate da Carmine Amoroso in Parenti serpenti. Il tutto in una storia originale, ricca di personalità diverse e sfaccettature che vale la pena vivere una ad una. Impossibile annoiarsi, grazie a una sceneggiatura appassionante, che trascina lo spettatore da una discussione familiare all’altra toccando tematiche di ogni genere. La narrazione accompagna verso argomenti completamente diversi da quelli iniziali; scenografia accogliente, compagnia affiatata di attori che azzeccano ogni tempo comico. Il dialetto partenopeo (non eccessivamente stretto e acomprensibile a chiunque) colora ulteriormente certe espressioni che altrimenti non avrebbero la stessa forza.

IL TOP

Carlo Buccirosso torna alla pura commedia, senza trame noir né flashback come nelle sue ultime produzioni teatrali: funziona ancora meglio, con un’ironia travolgente e una grande empatia. Ci si sente un po’ tutti Corrado almeno una volta nella vita, con la sensazione di fare più del dovuto senza essere riconosciuti abbastanza per ciò che si svolge: vincente la scelta di ambientare questa situazione in una dinamica familiare, che esalta come sempre il peggio dell’umanità in contrasto alla moralità richiesta (e sbandierata). Anche nella serata del derby milanese, teatro Manzoni esaurito per Buccirosso che si conferma re di questo genere di commedie e ospite graditissimo da Milano.

LA SORPRESA

Da Gino Monteleone nei panni del cognato di Corrado, fino a Elvira Zingone, la giovane nipote, il cast riesce a sviluppare tante personalità con eccezionali doti attoriali. Si ride molto in una girandola di personaggi capaci di muoversi coi tempi giusti anche quando non parlano.

PERCHÉ VEDERLO

Che l’attaccamento alla famiglia non corrisponda sempre all’amore che si prova è cosa abbastanza frequente, così come in ogni nucleo non mancano mai il parente più odiato e le guerre per il denaro. Ci si rilassa guardando ai Postiglione non certo come una famiglia modello, ma comunque esemplare di come funzionano davvero le cose al di là delle apparenze. Tanti problemi si risolverebbero parlando, ma spesso ce ne si accorge troppo tardi: questo spettacolo invita a rendersene conto prima di doversi pentire.

Massimiliano Beneggi