“Adrian” é cultura: ecco perché non è un flop

Una trasmissione che continua a fare molto discutere quella di Adriano Celentano. Adrian ha un calo di ascolti, eppure tutti ne parlano. Nelle ultime ore abbiamo persino dovuto sorbirci imbarazzanti dichiarazioni di Naike Rivelli che ha apostrofato come un flop il cartone animato di Celentano che, ahinoi, non piace alla figlia di Ornella Muti. Veniamo pero al dunque: qua parliamo solo ed esclusivamente di arte, quindi di cultura. É totalmente innegabile che dal punto di vista culturale solo Celentano sappia confezionare prodotti artistici di così alto valore. Un cartone animato in nove puntate a cui affidare il suo pensiero circa la società e con un bellissimo messaggio: la musica è in grado di risolvere quello che non sa fare la politica, addirittura di fermare la pioggia.

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Adrian non è un anime per tutti, siamo d’accordo: di sicuro non lo è per chi giudica un programma in base agli ascolti, ovvero per chi ha criticato per anni Joan Lui, salvo poi recriminare le mancate repliche televisive negli anni di un prodotto così innovativo e intelligente. Adriano Celentano, il re degli ignoranti, fa cultura più di tanti altri, perché parla della società, raccontandola a tutto campo, secondo le diverse forme artistiche che da sempre lo contraddistinguono. Adrian è quanto di più innovativo, romantico e spettacolare sia stato fatto negli ultimi vent’anni, dopo Francamente me ne infischio. Il flop è quello di un prodotto che non riscuote minimamente critiche, positive o negative che siano, che nessuno si accorge che vada in onda o meno (leggasi La dottoressa Gio, di cui in pochi sanno essere già finito). Adriano fa parlare, a qualcuno non piace, di sicuro questo cartone animato fa discutere e ha dei ritmi molto più rapidi dell’anteprima, che sembra un lungo racconto che avrà la sua completezza solo alla fine della nona puntata. A qualcun altro invece piace, ma nell’epoca dei social e delle recensioni negative dei ristoranti e dei villaggi vacanze, è molto divertente prendersela anche con Celentano, mito indiscusso da sempre. Basti vederlo quando entra in scena e canta, come ha fatto lunedì, nella sempre emozionante Pregherò, che canta ancora con la stessa voce di anni fa. Ma siamo italiani, troppo ipercritici per potere premiare la cultura

Massimiliano Beneggi 

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