Temptation Island, se siamo tutti d’accordo torniamo a Festivalbar e Don Camillo…

L’estate televisiva è appena cominciata e già ha stancato. La stagione calda è quella per antonomasia delle vacanze, in cui si fa riposare il cervello dalla routine quotidiana donandogli la possibilità di recupero tra svago e alternative impossibili durante il resto dell’anno. Dopo avere costretto il pubblico a sorbirsi la storia dell’uomo invisibile promesso sposo a Pamela Prati e le frustrazioni di casa De André, ecco che Canale 5 riesce a sviluppare il trash peggiore persino in estate. Temptation Island é tutto ciò che mediaticamente funziona senza essere televisione. Sia perché il trash fa moda sui social, sia perché illude la gente a casa di entrare in storie vere. Peccato che di autentico non ci siano nemmeno i corpi delle protagoniste. Le pagine di Facebook parlano della trasmissione interrogando live il pubblico che chiacchiera, discute e commenta circa le improbabili coppie dell’osceno teatrino. La televisione non c’entra nulla, è solo web.

Il format è questo: coppie ormai pronte a scoppiare, con matrimoni già annullati o tradimenti perdonati alle spalle, vanno su un’isola per dividersi tra uomini e donne. Sull’arcipelago degli uomini fidanzati ci sono altrettante donne single, e ovviamente anche le donne fidanzate troveranno dal canto loro degli scapoli incalliti pronti a tentarle. Carezze, baci, toccate proibitive e conversazioni al limite della decenza sono riprese costantemente dalle telecamere. Il ruolo del conduttore è unicamente quello di riportare all’alter ego della coppia il video in cui la sua metà si lascia andare a effusioni con lo sconosciuto di turno sfogando la sua voglia di scoprire cosa davvero stia cercando. ‘Ilaria, ho un video per te’, dice il presentatore. E già alla rabbia di Ilaria perché il fidanzato si lascia andare con una single. Il livello delle conversazioni è imbarazzante come un dialogo tra Flavia Vento e Antonella Elia:

‘Perché mi guardi così?’

‘No sei tu che mi guardi così’

‘Così come?’

‘Ti vorrei baciare ma non so’

‘Perché non lo fai?’

‘Sono arrivato qua per capire qualcosa ma non pensavo che con te sto avrei provato delle emozioni così’

‘Beh ma tu meriti di meglio. Fuori di qua possiamo scappare’

Tutte le storie sono così, con maschilismi e femminismi che si sprecano in luoghi comuni. Poi ogni tanto il conduttore arriva e dice ‘Ilaria!’, con voce perentoria. ‘Per te non ho nessun video’. E allora cosa vuoi? Ti sei pure sprecato per venire a dire che non hai manco un video. La mancanza di contenuti è talmente spiazzante da fare rimpiangere Marco Caltagirone. La presenza del presentatore è utile come un guinzaglio senza il cane. Il risultato è sempre scontato: tradimento assicurato. A quel punto le parti lese della coppia possono chiedere un falò di confronto, a cui si può anche rifiutare di partecipare. Viva la responsabilità e la maturità. Viva lo spettacolo quello vero, fatto di passione e arte. In questo caso sembra più un’induzione al tradimento, quale sia l’arte dei partecipanti decidetelo voi.

Se siamo tutti d’accordo a questo punto si potrebbe tornare a quelle estati in cui si trasmettevano trasmissioni di talenti musicali come Festivalbar, Stasera mi butto, Re per una notte. In alternativa le repliche di Don Camillo e delle fiction dell’anno. E chi voleva divertirsi andava in un villaggio vacanze o direttamente in locali per scambisti. Senza chiamarli Temptation Island.

Massimiliano Beneggi

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