Addio Camilleri, regista teatrale e scrittore di memorabile ironia

Si è spento a 94 anni Andrea Camilleri. Il celebre scrittore, noto soprattutto per essere il padre del Commissario Montalbano, non ce l’ha fatta ed è morto questa sera in seguito all’arresto cardiaco di qualche settimana fa.

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Ci piace ricordare anzitutto la sua memorabile carriera anche da autore e regista teatrale. Dopo gli studi all’Accademia di Arte Drammatica a inizio degli anni ’40, infatti, si dedicò alla regia delle opere di Pirandello. Nel 1957 è regista di Come siamo stati di Adamov, per la prima volta in Italia. Nel 1958 mette in scena Finale di partita, ed è così il primo a portare un’opera di Beckett su un palcoscenico italiano. Lo stesso lavoro lo porta poi anche in televisione con Adolfo Celi e Renato Rascel. Segue, tra altri numerosi lavori, la regia di Il nuovo inquilino di Ionesco, nel 1959, e negli anni successivi dei poemi di Majakoski. Negli anni ‘60 diventa uno dei responsabili degli sceneggiati Rai e porta al successo prodotti come Il tenente Sheridan e Le inchieste del commissario Maigret, mantenendo le dinamiche del teatro rapportate alla televisione: un vero innovatore. Gli anni ‘70 lo vedono nascere come lo scrittore che tutti conoscevamo negli ultimi tempi e che lo hanno reso uno dei più popolari simboli della letteratura italiana del ‘900. Ciao Camilleri, grazie di avere usato sempre l’ironia per regalare cultura e onore all’Italia.

Massimiliano Beneggi

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