Petra Valentini è la Contessina Julie, da stasera all’Outoff

Da stasera a domenica 6 ottobre, il sipario del teatro Outoff in via Mac Mahon si apre su La Contessina Julie. Protagonisti Petra Valentini, Lorenzo Frediani, Emilia Scarpati Fanetti. Qui sotto la nota ufficiale del regista Maurizio Schmidt.

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La notte di San Giovanni, il solstizio d’estate, è il momento dell’anno preferito da chi scrive le commedie. Ne abbiamo di bellissime, piene di amanti, di folletti e di fate, di tanti autori di tutti i tempi. Non ci sono molte fate nella notte di San Giovanni scritta da Strindberg, in cui la figlia di un Conte approfitta della festa e della assenza del padre per scendere tra la servitù e degradarsi. In una notte avverrà tutto: userà il proprio potere per sedurre il proprio servo mettendosi in competizione con la propria cameriera, tagliando i ponti con la propria famiglia e con la propria reputazione. È qui che la storia perde tutti i connotati romantici del solstizio d’estate per farsi brutale: la vicenda della contessina che si fa serva del suo servo si trasforma in una lotta feroce di dominio tra i due sessi in cui si mescolano elementi fisici, politici, esistenziali e cui nessuno dei tre personaggi riuscirà a sottrarsi.La situazione li porterà in una spirale di reciproca irrimediabile attrazione e repulsione: le due donne sono diverse e opposte tra di loro e l’uomo con loro ha rapporti diversi e opposti, dilaniato tra il dominio e la dipendenza.
La lotta di tutti gli uomini contro tutte le donne. Strindberg ha scritto un combattimento, senza esclusione di colpi. Gesti, azioni, trappole. Pulsioni, sogni, incomprensioni. Le parole sono i colpi e ce ne sono di durissimi, che hanno conseguenze fisiche e psichiche. E’ un combattimento diviso in sei quarti d’ora che divideremo con piccoli intervalli, come round di boxe; e che porta gli attori come i personaggi in uno stato di fatica e di limite.
La Contessina Julie ci attrae per la sua crudezza, è popolare ed estremamente raffinata, è un grande giracapo e un labirinto dell’anima perché è inquietante nella forma: pretendeva di essere accreditata tra le avanguardie naturalistiche dell’epoca, mentre in realtà era ancora più avanti di quanto l’autore immaginasse. È contemporaneo perché racconta la vicenda secondo la percezione dei personaggi, sconfinando nel sogno in stato di veglia, nell’infrazione del tempo, nell’indicibile
Maurizio Schmidt

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