Come si cura il coronavirus: Sanremo tutto l’anno

IL CORONA: UNA NOTIZIA IN PIÙ

Per i quotidiani è stata la manna dal cielo: Sanremo era finito, al governo litigavano non più di quanto accada da un anno, Greta Thunberg si godeva come una sedicenne un fine febbraio primaverile senza fiatare in piazza contro i poteri forti con toni da sessantottina. Il coronavirus ha indubbiamente salvato tanti colleghi dalla penuria di argomenti, mettendo in ginocchio l’economia italiana. Prima é stata messa però ko la positività dei cittadini, che dopo 40 contagi avevano svuotato i supermercati per girare senza mascherine ora che gli infettati sono 1900. Ecco quanto viene presa sul serio l’informazione dopo il panico seminato: un boomerang che sta snervando gli italiani, arrivati a sottovalutare la quarantena. A chi ha creato l’iniziale allarmismo interessava però solo salvare se stesso. Ma chi ci può salvare ora dal coronavirus, sempre più dilagante?

LA CURA

La risposta l’avete già letta nel titolo, e non vuole ovviamente eludere la situazione di emergenza, ma limitarsi a raccontare con leggerezza (c’è bisogno!) qualcosa di certificato. Il Festival di Sanremo è sempre immune a tutte le situazioni mondiali che compromettono ogni altra manifestazione. Un caso? Forse no.

LA GUERRA DEL GOLFO

È il 1991, quando all’inizio di marzo va in onda uno dei Festival meno seguiti degli anni ’90 con la conduzione di Andrea Occhipinti e Edwige Fenech: la guerra del Golfo è appena terminata e agli italiani non sembra vero accendere la televisione senza vedere imperare sullo schermo la faccia di Emilio Fede che aggiorna minuto per minuto sulla situazione in Iraq. Il Festival viene quindi messo in stand-by, ma arrivati alla settimana prevista, il conflitto è terminato da pochi giorni e Riccardo Cocciante può trionfare nel Festival che vede la consacrazione di Marco Masini tra i Big con Perché lo fai. I titoli dei giornali si concentrano così sulle gambe di Sabrina Salerno e Jo Squillo, nonché sull’addio alle scene di Renato Zero che dopo Spalle al muro non canterebbe più. Per fortuna il poeta di infinite parole d’amore, non manterrà invece mai quelle parole dettate dalla voglia di creare notizia attorno a sé. L’Italia, nel frattempo, è già tornata alla normalità: sono bastate delle belle canzoni e un po’ di show per scordarsi di Cocciolone e compagni.

KOSOVO DIMENTICATO

Nel 1998 la situazione in Kosovo non è idilliaca, ma si scatenerà coinvolgendo l’Italia solo la settimana seguente alla contestata vittoria di Annalisa Minetti.

Raimondo Vianello non deve nemmeno accennare a quello che di lì a pochi giorni creerà disagio nel mondo. Non c’è bisogno di giustificare niente.

‘IL FESTIVAL PORTA BENE’

Passano solo 5 anni: la minaccia che le rappresaglie americane in Afghanistan si trasformino in una guerra mondiale che coinvolga anche l’Italia, pone di fronte all’incertezza dello svolgimento del Festival di Sanremo. Bruno Vespa è pronto a condurre degli alternativi Porta a Porta. Invece Sanremo c’è. Pippo Baudo apre la prima serata con un messaggio positivo: “Avevano tutti paura della guerra, ma la guerra non c’è. Il Festival porta bene!”. Non è esattamente così, le truppe di Bush il mese successivo libereranno l’Iraq dalla dittatura di Saddam, e non proprio coi fiori nei cannoni: però è vero, il Festival porta bene, e l’Italia riesce a starne fuori. Sanremo è salvo: vince Alexia sui tanti colleghi che portano messaggi di pace con simboli arcobaleno sul palcoscenico.

IL CASO CALIPARI E LA MORTE DEL PAPA

L’edizione 2005 è particolarmente attesa per la conduzione di Paolo Bonolis oltre che per un regolamento tutto rinnovato che verrà in qualche modo adottato negli anni a seguire. Il mondo, però, è in ansia ancora una volta per il probabile coinvolgimento italiano nella guerra irachena e per le condizioni di salute di Giovanni Paolo II.

Il Festival potrebbe non partire, o comunque essere sospeso in caso di aggravamento della situazione. Pur di fare il Festival la Rai sarebbe in grado di dire che Woytila è in splendida forma. Il Papa in effetti migliora, anche se morirà un mese dopo, la guerra…dicono non ci sia. Sanremo 2005 parte e non viene mai sospeso. Nella serata finale, prima dell’annuncio del vincitore, c’è un collegamento con il Tg1 per il rientro della salma dell’agente Calipari poche ore dopo la liberazione di Giuliana Sgrena nel conflitto d’Iraq: la guerra c’è eccome, e ci riguarda. In segno di rispetto non è prevista la tradizionale ripetizione della canzone regina, ma Bonolis in diretta chiede supporto a un impietrito Fabrizio Del Noce perché si faccia uno strappo alla regola trattandosi di Angelo di Francesco Renga. “É una canzone che di fronte a una morte parla di una nascita”, così il conduttore giustifica la sua scelta.

LE ELEZIONI

A dirla tutta Sanremo rappresenta da sempre qualcosa di talmente coinvolgente e spensierato ma nel contempo culturale da superare anche la politica interna. In effetti il Festival rischia di vedere compromessa la sua partenza a febbraio anche nel 2013. Due settimane dopo si vota per le elezioni politiche che definiscono di fatto lo stallo del Paese diviso fra tre fazioni, ma al centrodestra non piace l’idea di una kermesse condotta da Fazio con la Littizzetto in piena campagna elettorale. Gli ascolti, però, premiano il Festival cominciato regolarmente ma tra i fischi per Crozza che arriva in scena imitando Berlusconi: il clima nel Paese è rovente, ma per fare spazio al programma più importante dell’anno il resto va in secondo piano. Viene santificato il diritto alla satira e al varietà.

LA MORTE DI VILLA

Sanremo non si ferma e va oltre: lo fa da sempre, anche quando il motivo per non andare in onda è interno. Nel 1967 la scomparsa di Luigi Tenco, eliminato dal Festival, non impedisce a Mike Bongiorno di condurre la finale vinta dalla coppia Zanicchi-Villa. E proprio in nome della volontà presunta del Reuccio che avrebbe sempre sostenuto la regola del the show must go on, Pippo Baudo va in onda nel 1987 con la finale aprendo con la notizia dell’aggravarsi delle condizioni di Claudio Villa. Il cantante romano è in realtà appena morto, alle 20.30. Tre ore dopo Baudo, già in rotta con la Rai, fa imbufalire la redazione del Tg1. È lui ad anticipare tutti: Purtroppo devo dare una brutta notizia e mi sembra doveroso interrompere questo spettacolo che è fatto di festa, di gioia e di canzoni per rivolgere l’ultimo saluto a Claudio Villa. La regola dello spettacolo però si impone e così, subito dopo, si riparte con la gara, guarda caso con il trio vincente che vede con Ruggeri e Tozzi proprio Gianni Morandi, storico rivale di Villa. Le sue lacrime sono vere, forse i tempi di annuncio della notizia un tantino calcolati. Del resto il Festival della canzone italiana è sempre andato in onda anche nei suoi anni di crisi, in cui si ventilata l’idea di non trasmetterlo.

COSA DEVE FARE IL GOVERNO

Sanremo non si è mai fermato, anzi ha sempre rilanciato anche di fronte a eventi che richiedevano una maggiore attenzione morale. Il mondo ha una certezza: da 70 anni quando c’è Sanremo non accadono guerre o calamità naturali, e se anche succedono si riesce sempre a guardare oltre. Necessità di quello che Pascal definiva il divertissment, bisogno di musica, di cultura. Le notizie negative permangono, ma perché paralizzare il mondo? Sarebbe inutile, tanto varrebbe allora usare anche per gli altri teatri la stessa misura che si usa per il Festival. È accaduto anche quest’anno: si sapeva da settimane che la Cina aveva bloccato i suoi festeggiamenti di Carnevale, eppure abbiamo fatto finta di niente, nemmeno un accenno durante tutta la kermesse, che se fosse stata prevista a marzo sarebbe stata messa in discussione, ma poi comunque trasmessa. Giusto così, il governo dovrebbe usare la stessa attenzione per i teatri ora: ma non sono guadagni statali, e perciò non interessano. Quando c’è il Festival, l’Italia non conosce problemi e va avanti. Che ci voglia Sanremo tutto l’anno? A meno che non ci stiano nascondendo una verità più cruda, ovvero che questo virus sia davvero letale. E allora bisogna fermare tutta l’Italia, non solo i teatri.

Massimiliano Beneggi