Teatri, stagione finita?

Nel mare di incertezze di questo periodo finalmente stanno arrivando buone notizie, di fronte a cui però è corretto ricordare di non abbassare la guardia: la curva del contagio del coronavirus sembra in calo da un paio di giorni. La domanda a cui tutti stanno cercando la riposta ora è anzitutto una: quando si tornerà alla vita regolare? Su questo i dubbi continuano ad avvolgere la nostra quotidianità, creando in qualche caso anche molte preoccupazioni. La Lombardia è ufficialmente in quarantena fino al 15 aprile, ma già si dice che il governo procrastinerá i tempi fino al 18, e sono in molti per la verità a pensare che si arriverà a maggio inoltrato con la riapertura delle attività. Naturalmente, i primi che hanno chiuso i battenti a febbraio saranno anche gli ultimi a riaprire, non potendo garantire certe misure di sicurezza per loro natura. Cinema e teatri, pertanto, saranno il fanalino di coda. La verità, che nessuno osa dire ma tutti immaginano, è che ormai la stagione teatrale sembra essere destinata già alla chiusura.

Avete già notato come i concerti siano nella maggior parte dei casi già stati spostati tra ottobre e novembre: gli organizzatori non si fidano a tenere in piedi le date di maggio, anche perché onestamente impraticabili. Quando si rientrerà, infatti, è già stato annunciato che si dovranno mantenere le misure adottate in queste settimane per fare la spesa: nelle limitate uscite bisognerà quindi rispettare il metro di distanza dalle altre persone e saranno vietati assembramenti. Impossibile quindi ipotizzare teatri aperti con posti alterni, senza considerare gli attori che non potrebbero avere alcun contatto tra loro sul palcoscenico e tutti i lavoratori che ci sono dietro agli spettacoli. Ai limiti della credibilità c’è l’alternativa di mettere in scena gli spettacoli a giugno: anche per quel periodo è troppo complicato ora immaginare eventi che comportino assembramenti. Il Salone del Mobile è già stato annullato. Il rinvio delle Olimpiadi sta mettendo in dubbio anche il calcio e il Tour de France: se è in discussione lo sport con gli introiti e gli interessi che produce, il mondo dello spettacolo può già mettersi l’anima in pace. I direttori dei teatri stanno già pensando quindi anzitutto alla prossima stagione, cercando di comprendere come e in quali tempi salvare ciò che si sta perdendo nel cartellone di queste settimane.

In forte dubbio, quindi, anche tutti i concerti al momento ancora previsti tra giugno e luglio a San Siro e nei diversi stadi d’Italia. Nessuno vuole dirlo, ma la sensazione è che ormai l’appuntamento sia rimandato al prossimo autunno e in qualche caso al 2021 (questo il destino eventualmente dei concerti negli stadi). Il virus ha paralizzato il Paese nelle sue attività e nei suoi eventi, ma non per fortuna nei progetti e nella creatività degli italiani. Attendiamo quindi gli aggiornamenti, ma lo faremo sempre con fiducia! Siamo il Paese del Rinascimento: la cultura e l’arte saranno il nostro fiore all’occhiello anche questa volta. È nella nostra storia. È nel nostro destino vincente.

Massimiliano Beneggi

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