Il ritorno di Piotta: “Vengo dal Colosseo 20.20 edition”. L’orgoglio romano (e italiano) ai tempi del Covid

Nell’estate 1999 fu considerato il re del trash, bollato come tale anche da qualcuno con la puzza sotto il naso. Supercafone, come da titolo, non si proponeva del resto come una lectio magistralis di alto livello, ma vent’anni dopo la musica di Piotta si scopre essere un must che rimpiangiamo immersi come siamo da una finta trap che non fa distinguere un brano da un altro nemmeno a impegnarsi. I divertenti ritornelli di Piotta tornano così ad accompagnarci piacevolmente in questa estate che più di sempre vuole farci scordare un inverno difficile.

Tommaso Piotta Zanello

IL BRANO VENT’ANNI DOPO

Da due giorni è uscito il video di Vengo dal Colosseo (20.20 edition), la canzone che riprende il ritornello di Il mambo del Giubileo, la hit del 2000 dello stesso cantante romano. Questa volta il testo racconta la voglia di tornare alla normalità, con i concerti e la musica da ascoltare insieme: lo vuole fare quindi ricominciando proprio da questo pezzone come lo chiama Piotta, riarrangiato da Swan che abbandona la parte più rap del precedente brano e lo rende decisamente più orecchiabile e convincente. Il singolo fa parte dell’omonimo EP e contiene anche un secondo remix dal sapore più latin e nu-cumbia, prodotto dal chitarrista Giuliano Cantini, ma, anche la versione strumentale e a cappella.

GODERE OGNI ISTANTE DELLA VITA

Con un grande concerto al Sistina di Roma insieme all’Orchestra Sinfonica, saltato ovviamente per i motivi che conosciamo legati al Covid-19, Tommaso Zanello, alias Piotta, non si è abbattuto durante la quarantena e ha pensato bene di rispolverare questo brano che ha tutti i crismi per tornare ad essere un tormentone. Magari, con i social che non esistevano all’epoca, anche più di vent’anni fa. Un brano chiaramente molto ironico e sarcastico, dove per una magia compiuta dal visual artist Angelo Di Nicola cantano persino le statue, a cominciare dalla famosa Bocca della Verità fino a Giulio Cesare. Il video, con la regia di Glauco Citati, si conferma coinvolgente e dinamico con un vecchio televisore e un cantante che ancora guida la vespa e ci riporta a un’epoca romantica che non abbiamo completamente perso. La voglia di divertirsi è la stessa, e la musica non smette il suo ruolo di intrattenimento e spensieratezza. Poi magari ci si trova anche ad avere un inconsapevole messaggio, come fu ai tempi di Supercafone, ma questa canzone è già una bella invenzione in tutta la sua ironia da cogliere. In pochi giorni ha realizzato più di 20 mila visualizzazioni su You Tube. Numeri che confermano l’empatia del pubblico con questo orgoglio tutto romano di sapere godere della vita con ironia per tutto quello che ci dà. Abbiamo bisogno di chi ce lo ricordi ogni tanto, sennò gli effetti positivi e i buoni propositi della quarantena svaniscono subito. Ecco qui sotto il video del brano.

Massimiliano Beneggi

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