‘Top Dieci’: la tv riciclata che sa di nuovo. E funziona

Prosegue il successo di Top Dieci, la nuova trasmissione di Carlo Conti prevista in quattro puntate, ieri sera giunta al secondo appuntamento.

Non è il classico programma della tradizione estiva di Raiuno, di quelli che lo stesso Conti portò al successo lanciando tanti comici negli anni ’90. Top Dieci è piuttosto un mix di tre programmi: Tutti per uno, trasmissione andata in onda 25 anni fa su Canale 5 con Mike Bongiorno, Gli italiani hanno sempre ragione, condotto da Frizzi cinque anni fa, Zero e lode, presentato da Alessandro Greco nel 2019. Nulla di completamente nuovo insomma, ma qualcosa di godibile in modo assoluto grazie al clima familiare che si crea nel piccolo salotto dove giocano due squadre di amici. L’assenza di pubblico, se da una parte mette malinconia, d’altro canto aumenta il carattere autentico del programma con gli artisti costretti a fare il doppio del lavoro, riempiendo con le battute gli spazi solitamente ad appannaggio degli applausi.

È come una partita a un gioco di società fatto a casa: sei vip, divisi in due team, si sfidano cercando di indovinare graduatorie, oggetti, canzoni, personaggi e curiosità che descrivono il nostro Paese. Qual è, per esempio, l’oggetto più rubato negli alberghi nel 2019? Qual è il souvenir più venduto nel 1991? Quali sono parti del corpo più ritoccate? Quale il nome maschile più usato nel 2019? Le squadre devono indovinare i primi dieci in una atmosfera del tutto serena e lontana dalla caciara di tanti show che tentarono in passato strade simili. Il merito, ovviamente, è del conduttore che come sempre sa scherzare senza cadere nelle volgarità con battute e atteggiamenti sguaiati. Top Dieci somiglia ad altri programmi, eppure riesce ad apparire come l’inedito che da tempo la tv cercava. È proprio la trasmissione creata su misura per se stesso da Carlo Conti: diverte, informa, regala contributi musicali in un curioso excursus di date e aneddoti.

In Top Dieci, finalmente, ritroviamo quindi tante belle canzoni, la loro storia. La gara sulle classifiche è soltanto un pretesto per raccontare la grande storia della canzone italiana e dello spettacolo. Questo differisce il programma dai suoi antenati, formalmente basati invece sul quiz. Non mancano le parti superflue (a chi interessa davvero quali siano le tre canzoni preferite da Roberto Mancini?), che tuttavia non risultano mai come tempi morti. Tra baci ed abbracci sostituiti da meno ipocrite gomitate, la tv riparte quindi per la prima estate post Covid raccontando la storia italiana dagli anni ’60 a oggi.

Top Dieci racconta quanto siamo teledipendenti e filomusicali in Italia: del resto ci siamo sempre fatti narrare ogni evento dai media, e questo è il risultato che raccogliamo con orgoglio. Perché nessuno meglio dell’Italia ha saputo, al netto del trash proposto oggi, sfruttare così la sua arte dello spettacolo. La Rai, ancora una volta, colpisce con un prodotto riuscito, che non potrebbe essere che vincente con ospiti come Patty Pravo, Massimo Ranieri, Gigi D’Alessio. Molto probabilmente il programma andrà avanti oltre le quattro puntate previste: un certo professionismo e una pacata e intelligente televisione come questa non si vedeva ormai da anni. È un programma fintamente nuovo: ma nella serietà, il riciclo televisivo è ben camuffato. Non tutti sono tornati migliori dopo la quarantena, forse la Rai sì…

Massimiliano Beneggi

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