La Scelta: “Con Ultimo tango facciamo la musica che amiamo”

Due settimane fa sono tornati con Ultimo Tango, e hanno confermato la loro peculiarità di artisti fuori dal tempo: quelli che, senza sfociare nella trasgressione più bassa e ambigua, restano da fuori dalle regole. In questo caso, estranei alle regole imposte dalla discografia in un momento in cui esistono solo la trap e l’indie. Spesso troppo simili a se stesse.

La Scelta, guidati da Mattia Del Forno, furono tra gli antesignani proprio della musica indie, e ora si ripropongono con questo nuovo progetto accattivante e originale. Un vero e proprio tango cantabile oltre che ballabile, dalle tantissime sfumature che aprono a numerosi spunti di riflessione.

Se per Mac Intyre è sempre fondamentale avere l’idea di una fine per completare un’azione e realizzare un obiettivo, per Del Forno e compagni la fine è l’occasione di guardare a tutto ciò che di buono c’è stato, con la lucidità del distacco. E, ovviamente, con una malinconia che fa scaturire anche qualche rimpianto per non avere compreso prima l’importanza di certi momenti.

Musica coinvolgente, amabilmente sensuale e una delle voci più imitate negli ultimi anni: La Scelta, però, sono gli originali.

E’ proprio Mattia a raccontarci questo nuovo progetto.

Ultimo tango racconta di un amore finito: a ballare nel video ci sono due ragazzini giovanissimi. A quell’età sembra che l’amore sia solo una passeggiata, in realtà si vive il sentimento con la maggiore naturalezza, senza sovrastrutture. Quando ripensiamo ai momenti magici di un amore finito, ripercorriamo la nostra storia con la stessa innocenza dei bambini?

Sì, abbiamo voluto questi due ragazzini che sono due ballerini di tango di cui vado molto fiero perché sono anche i miei due nipotini! Volevamo dare la sensazione della spensieratezza e della purezza contrapposta al tema della canzone, che parla di un addio inteso come un momento in cui ci si lascia per andare ciascuno per la sua strada. La curiosità fa muovere il mondo intorno a noi permettendoci di vedere la vita in altra maniera: se avessimo tutti la curiosità dei bambini ci sorprenderemmo di più e saremmo, probabilmente, anche migliori.

Perchè avete scelto il tango?

Il tango è passione e malinconia in questa stessa passione. Descrive bene il senso della canzone.

Come mai le cose più belle le riscopriamo sempre solo una volta che sono superate e finite?

E’ un paradosso della vita: vogliamo sempre raggiungere il prima possibile un obiettivo che non potrebbe arrivare immediatamente. Prima si vuole crescere in fretta, ma una volta adulti si vorrebbe tornare bambini perché manca quella spensieratezza: il fatto di non potere raggiungere qualcosa la fa apparire come più bella.

Come ci si inserisce e ci si contraddistingue in questo contesto musicale odierno dove tutto è valido e al tempo stesso niente è compreso fino in fondo?

Non è facile, ma siamo una realtà che esiste da 15 anni: abbiamo un’attitudine pop, ma aver scelto una canzone così melodica e diversa da quella che viene proposta in radio, mostra che la musica non ha nessun tipo di confine. Probabilmente la cosa più bella che si possa fare è quella di fare ciò che si sente. Non ci preoccupiamo del confronto con la trap: ci piace essere coerenti con il nostro modo di fare arte, assumendoci tutte le responsabilità del caso.

Nuovi featurings in vista?

Un featuring lo si può sempre fare solo se è proposto in maniera naturale, con un vero scambio musicale: se lo si fa solo per visibilità cade il senso del featuring.

Questo non è l’Ultimo tango della scelta: quale sarà il prossimo ballo?

Abbiamo una decina di pezzi in preparazione: iniziammo un anno fa questo progetto con Ho guardato il cielo. A giugno abbiamo lanciato Ballad 2020 e ora siamo qui con Ultimo tango. Ci piace offrire il progetto con un singolo alla volta come se fosse un film a puntate. La prossima, quindi, in realtà fa parte di una sceneggiatura ancora da definire.

Massimiliano Beneggi

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