Al Teatro Gerolamo di Milano, giovedì 11 maggio, Maria Letizia Gorga presenta AVEC LE TEMPS DALIDA, accompagnata dai musicisti Stefano De Meo (pianoforte), Kyung-Mi Lee (violoncello), Luciano Orologi (fiati). Lo spettacolo, scritto e diretto da Pino Ammendola, è un omaggio alla grande artista.

Il brano “A ma maniére” cantato dalla Gorga è stato scelto da Paolo Sorrentino per il film “Youth”.

Dalida, per il suo modo di attraversare la storia, d’illustrarne i cambiamenti, è una vera eroina dei nostri tempi. La piccola ragazza italiana dagli occhiali spessi, nata in un sobborgo popolare del Cairo diventata prima Miss Egitto e poi Mademoiselle Bambino la regina dei juke-box, verrà infine consacrata come la più grande cantante francese di tutti i tempi. In vita il generale De Gaulle l’aveva insignita della medaglia della Presidenza della Repubblica, unica donna e unico artista ad averla ottenuta e, alla sua scomparsa, Parigi le ha dedicato una piazza: Place Dalida. Alla scoperta del suo busto in bronzo, il giornale Libération scrisse: “Dalida è più presente che mai, nessuna artista sarà mai così celebre!” E’ stata contemporaneamente la vamp hollywoodiana tutta lustrini e file di boys e anche la più grande diva mediorientale, per diventare dopo la sua morte, una figura-culto per un’intera generazione. Durante tutta la vita, dietro la star Dalida, la donna Jolanda ha amato e sofferto semplicemente, umilmente. Si è donata senza limiti agli uomini della sua vita come a un pubblico che aveva per le sempre il “viso dell’amore” vivendo costantemente la tragedia di essere amata più come artista che come persona.

                                                                                                                                                           

L’idea dello spettacolo nasce dal desiderio di farci anche noi sua memoria e ricordare, oltre alla sua vita, le canzoni che l’hanno resa celebre e che ci hanno appassionato. Abbiamo dimenticato o trascurato troppo a lungo la storia di una ragazza italiana del sud che è passata alla storia fuori dall’Italia: nemo propheta in patria? No, forse solo  un’artista troppo scomoda per i benpensanti, o per quelli che dopo il tragico evento di Sanremo, hanno preferito sacrificarla sull’altare dei non graditi per salvare uno dei business più redditizi dell’epoca, quello delle case discografiche. Ci piace ricordarla nel suo infinito repertorio musicale, nel suo sorprendente trasformismo, nel suo misterioso e affascinante percorso tra arte e amore, malinconico e beffardo, scientificamente interrotto dalla sua volontà di decidere anche la propria morte.

Comunicato stampa ufficiale