Claudio Baglioni è ancora il più romantico dei cantautori, anche se non sempre si parla di amore di coppia. A tutto cuore è la nuova canzone che esce oggi venerdì 6 ottobre arrivando nelle radio due settimane dopo averla presentata in anteprima al Foro Italico di Roma. Il titolo racconta l’atteggiamento auspicabile nella vita per comprendere al meglio tante situazioni passate. Arriva un momento in cui ci si deve porre davanti allo specchio per fare un bilancio della propria esistenza: se ci si è aperti totalmente con il cuore agli altri non ci potranno essere troppi rimpianti. Forse si sarà persa qualche occasione, ma di certo si dovrà essere orgogliosi del proprio Io.

E’ proprio questa l’atmosfera che viene raccontata in A tutto cuore. Claudio Baglioni quindi fa una dedica a tutte le persone che hanno fatto parte della sua vita e che continuano a esserci grazie al sentimento incancellabile. Le coralità dei ritornelli di Baglioni continuano a rimanere inimitabili da tutti gli altri cantanti: Claudio non ha bisogno di troppe strofe né troppe note, perché crea con la sola voce quei vibrati che rendono magico ogni brano. Sembra già di sentirla in qualche spot pubblicitario A tutto cuore, che a dir la verità appare un po’ la fotocopia del genere baglioniano degli ultimi 25 anni. Si inserisce bene, dunque, in quelle canzoni confondibili tra loro, che poggiano completamente sulla ripetizione del ritornello. Brani però talmente avvolgenti dal punto di vista melodico, che a Baglioni non si può che perdonare un po’ di ripetitività.

MAX GAZZE’: CHE C’E’ DI MALE

Sorprende invece Max Gazzè, con un brano dalle strofe pop più classiche rispetto alle sue solite ballate polistrumentiste. In Che c’è di male il cantautore romano si serve principalmente della chitarra per porsi domande sul senso vero dell’amore. Qual è la vera natura del sentimento? Fino a che punto siamo liberi di viverlo? Tra clichet e retaggi culturali, troppo spesso ci dimentichiamo che ad amare completamente e ad innamorarsi più volte non ci sia niente di male. L’amore non può che fare bene, dunque meglio andare oltre ogni critica e pregiudizio. Tanto quelli esisterebbero sempre.

Nel ritornello la canzone prende sempre più energia e alla fine della canzone quel “Non c’è niente di male” è già uno slogan che ci convince appieno. Max Gazzè (tra gli autori del prossimo Zecchino d’Oro) sa sempre come stupire, tra testi e musicalità per nulla banali.

ANGELINA MANGO: CHE T’O DICO A FA’

Cantano tutti la libertà di amare in un modo o nell’altro.

In questo primo venerdì di ottobre c’è spazio, in questo tema, anche per Angelina Mango, che dopo il successo estivo aveva bisogno di conferme. Lei è tra le candidate a partecipare al Festival di Sanremo 2024 e questo brano (Che t’o dico a fa’) rappresenta l’occasione per dimostrare che il suo talento non ha nulla di casuale.

La canzone è una ballata in napoletano che evita il ritmo esasperatamente neomelodico: il ritmo dance che abbiamo già conosciuto in estate non manca anche in Che t’o dico a fa’ unendosi ad alcune sfumature orientali, che dimostrano la voglia di Angelina di uscire dagli schemi.

Si tratta di una dedica d’amore piena di poesia da parte di una ragazza che ha preferito il suo uomo a uno spasimante con la testa sulle spalle, che probabilmente altre avrebbero scelto: “Sembra una pazzia, ma è la vita mia. Non si fa capire, come una poesia”. Già, l’amore non si può spiegare e in questa canzone che cita la SpaccaNapoli Angelina lo canta apertamente con tutta la sua vocalità che quest’anno ha conquistato tutti.

VIVIAMO IN UN MONDO PANICO

Vale la pena citare, in questa prima settimana di ottobre, anche Mondo Panico, il nuovo brano di Ex-Otago con Fabri Fibra. Non tanto per la melodia (poco incisiva), quanto per il testo, che racconta il disagio di una società in cui si vive il fascino per tutto ciò che non appartiene ai veri valori. E che inevitabilmente è destinato a creare maggiore ansia. La fragilità di un mondo che lascia spiazzati giorno dopo giorno emerge tutta in questo pezzo che sa descrivere come pochi altri la (triste) attualità.

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Massimiliano Beneggi