Da 14 anni Carlo Conti conduce Tale e Quale Show. Da 14 anni non propone nulla di nuovo e si è bloccato a un format che se già nel 2012 non era completamente originale, oggi appare stantio e deprimente.

Non ci meriteremmo Paola Perego che scimmiotta male Sylvie Vartan; ha già superato la soglia dell’accettabilità la smania di apparire della figlia di papà Jasmine Carrisi, che è stonata già quando incide con autotune, figurarsi in diretta; si prova imbarazzo di fronte alla convinzione di Maddalena Corvaglia di essere un animale da palcoscenico; ha stancato Cristiano Malgioglio coi suoi travestimenti; è già diventata eccessivamente costante l’esuberanza di Elettra Lamborghini. È stucchevole la reazione di sorpresa di ogni concorrente quando scopre chi dovrà imitare la settimana successiva; diventa noioso Carlo Conti quando ripete il tormentone “Saluto X e dò il benvenuto a Y”. Il varietà di punta di Raiuno ha ampiamente superato il numero di edizioni di Fantastico (che tutti dicevano essere durato anche per troppe stagioni), eppure non si ferma. La colpa è anche del pubblico.

Jasmine Carrisi

La nuova edizione di Tale e Quale Show è cominciata una settimana fa e, nonostante il cambio di programmazione che ne vede la messa in onda il mercoledì, continua a mietere ottimi ascolti intorno al 2% di share. È evidente che il responsabile di questa continuità sia lo stesso pubblico che, così come fa con Grande Fratello, Ballando con le stelle, C’è posta per te, seguita da anni a guardare passivamente sempre la stessa tv. Fino a inizio anni 2000 c’era una gara a creare nuovi format, ora si compete per fare durare di più nel tempo la medesima trasmissione. D’altra parte nel 2026 siamo ancora davanti a programmi come Affari tuoi, La Ruota della Fortuna, I fatti vostri, Forum. Un po’ come se negli anni ‘90 ci avessero mandato in onda ancora il Maestro Manzi.

Tale e Quale Show è forse il peggiore di questi programmi che si ripetono, perché al contrario degli altri è un varietà e quindi ha la pretesa di proporre qualcosa di diverso, di vario per l’appunto. Da quanti anni vediamo Gabriele Cirilli fare imitazioni, senza peraltro impegnarsi nemmeno a farle bene ma accontentandosi di essere buffo con un buon trucco a disposizione?

Si è voluta dare una regolarità alla tv che guardiamo, come se ci dovesse fare sentire più orientati. È esattamente il contrario. La novità è un atto di rottura del proprio disordine interiore, diceva Nietzsche. Ormai certi autori tv fanno solo atto di rottura di scatole.

Massimiliano Beneggi

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