Intervista a Roberto Ciufoli: che fortuna essere Scrooge!

Siamo abituati a vederlo come un comico trasformista con i mille volti che ha sempre portato in scena anche con la Premiata Ditta, ci fa ridere da ormai oltre trent’anni,  stavolta Roberto Ciufoli sarà il protagonista del nuovo musical della Compagnia dell’Alba, il grande spettacolo  natalizio per eccellenza che per la prima volta arriva in Italia con le musiche e i testi della compagnia di Broadway: A Christmas Carol. Tantissime le date fino a metá gennaio, tanta l’attesa per rivedere il celebre romanzo di Charles Dickens sul palcoscenico del teatro. Dopo il debutto di Ortona, dal 19 al 21 novembre sono al Teatro Nuovo di Milano. Una storia che parla di Natale sí, ma prima ancora dei sentimenti, di una vita che può sempre cambiare: nulla è perduto, tutto è rimediabile, e la famiglia, gli amici e i sentimenti sono ciò che davvero ci legano a questa vita, e che ritornano sempre in un modo o nell’altro a coccolarci e farci sentire veri. Persino l’avaro Scrooge lo comprende alla fine, e chissà la bambina di Ciufoli cosa penserà nel vedere il padre interpretare il ruolo che anni fa fu di Zio Paperone. Abbiamo provato a fargli qualche domanda, e lui con immensa disponibilità e profonda umanità e passione per il suo lavoro, ci ha accolti. I progetti sono tanti, e così ci racconta che da settimana prossima partirà anche un progetto nuovo con l’amico Pino Insegno, con cui porterà in scena l’avanspettacolo di Bramieri e dei grandi comici.

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Che emozione è interpretare un personaggio come Scrooge, che è molto particolare, un cattivo che in realtà alla fine scopre che il male era solo l’assenza di un bene che non aveva il coraggio di fare emergere?

Un’emozione inaspettata e incredibile. Scrooge è un Personaggio complesso, è la metafora della possibilità di un cambiamento, di una “redenzione”. I cattivi sono Personaggi affascinanti da rappresentare, anche Walt Disney ce lo insegna e poi Scrooge ha un passato di interpretazioni non da poco, basti pensare a Zio Paperone e Jim Carrey. Insomma è una bella impresa.

Ti metti alla prova con un genere come il musical, che tipo di lavoro è?

Il musical è un genere che mi appassiona e per me che non sono un cantante è molto impegnativo. Poi uno spettacolo con musiche belle e complesse come quelle di Alan Menken, che ha realizzato le colonne sonore dei musical di Aladin, La Bella e la Bestia, La Sirenetta, è il massimo. Sono melodie che entrano subito in testa, ma sono difficilissime, sono piene di note! Il pubblico finora risponde molto bene, abbiamo debuttato a Ortona dove questo spettacolo nasce e dove nasce la Compagnia dell’Alba e continueremo la tournée in tutta Italia. È un bel lavoro impegnativo ed una grande responsabilità che mi prendo volentieri.

Insomma un bello spettacolo moderno…

Assolutamente, uno spettacolo bello, curato sotto tutti gli aspetti e con una compagnia giovane che con questo musical ha fatto un grande salto, non è più solo una scommessa ma è diventata una realtà, un progetto interessante. Solo noi Infatti abbiamo i diritti per rappresentare il musical messo in scena a Broadway, con le musiche di Alan Menken.

Metterai anche dell’ironia come i due predecessori celebri Zio Paperone e Jim Carrey?

Sì, naturalmente loro avevano l’animazione che li aiutava parecchio in questo senso. L‘ironia di fondo però c’é assolutamente, in certi momenti si strappa anche la risata. Scrooge del resto è esageratamente cattivo ma ha una fortuna: vedere gli errori del passato e quello che succederà nel futuro. Mi piace tantissimo la sorpresa finale che ha: riesce finalmente a capire quello che non ha capito nel corso della sua vita, comprende che si è perso tutta una serie di rapporti, relazioni, che avrebbero regalato felicità. Non solo a Natale ma per tutto l’anno.

Facciamo un gioco: supponiamo che entrassero in casa Ciufoli i Natali del passato, del presente e del futuro. Sia da un punto di vista personale che professionale, cosa vedresti?

Personalmente ho la fortuna di ricordare in passato tanti Natali felici, con tutte le tradizioni e parenti che si vedevano per una festa che durava gorni. Il presente è altrettanto allegro perché ho un figlio di due anni e ora con i regali, il gioco, rivivo la bellezza del momento; il futuro lo vivrò raccontando questa storia, con la Compagnia dell’Alba. Sono tutti bravi professionisti e persone deliziose, e nel futuro questo spettacolo potrà essere ripresentato fino a quando non ce ne stancheremo. Sono molto ottimista.

In tutti gli ambiti, dal religioso al laico, si dice sempre che Natale dovrebbe essere per tutto l’anno, poi non ce la si fa. Le tematiche di A Christmas Carol non sono solo quelle della festa, quindi non si potrebbe fare lo spettacolo tutto l’anno per ribadire il concetto?

Certo, si dice sempre “non fare così almeno a Natale!”. Ti racconto una storia: Ortona, dove abbiamo debuttato, ha avuto un passato cruento, nella seconda Guerra Mondiale era un porto ambitissimo sia dai Tedeschi che l’avevano occupata sia dagli Alleati che la volevano riconquistare. Ci fu una lunga battaglia per rinconquistare la città che costò migliaia di vittime. A Natale decisero di fare pausa. Non si sarò un colpo, fecero festa e il giorno successivo ripresero i combattimenti. Ecco, il Natale non dovrebbe essere solo una pausa: se siamo in grado di fare quella cosa un giorno nell’anno, perché non farlo sempre? Ma l‘umano non riesce a far tesoro di queste cose, come si dice…”passata la festa gabbato lo santo”

Per uno come te che ha fatto tanto teatro e anche tanta tv, cos’è il teatro?

Sarà banale quello che dico ma il teatro è vita: quelle dello spettacolo sono due ore in cui vivi, il resto è solo un’attesa di quelle due ore. Succede una cosa particolare sul palcoscenico difficile da raccontare, è la più potente delle droghe, sul palco i sensi diventano più di cinque, sul palco passano i malanni, vivi un’energia che esiste solo in quel momento, né prima né dopo, né in un altro posto. 

La tv di sicuro non può replicare le stesse emozioni anche quando viene registrato uno spettacolo in teatro.

Vedere il teatro davanti alla tv è come vedere la Gioconda sul sito del Louvre: non c’è emozione. 

Quali sono gli altri progetti di Roberto Ciufoli?

Con Pino Insegno ogni lunedì siamo in scena dal 26 novembre al salone Margherita con Full monday, un omaggio all’avanspettacolo. Ogni lunedì avremo un ospite diverso: attori, attrici, musicisti… Si intitola Full monday. A marzo torno a Milano con una commedia di Angelo Longoni, che si intitola Boomerang e saremo al San Babila. Quest’anno insomma non mi sposto da Piazza San Babila con grande piacere.

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Insomma, proprio come per Scrooge, anche per Ciufoli nel futuro c’è sempre qualcosa del passato, e il lavoro con Pino Insegno lo conferma in qualche modo…Qui di seguito le date di A Christmas Carol

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Massimiliano Beneggi

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