Salemme: con tutto il cuore…torno al Manzoni!

Si è appena conclusa la conferenza stampa di Vincenzo Salemme al Teatro Manzoni di Milano nella presentazione della sua nuova commedia Con tutto il cuore, con cui sarà nel capoluogo lombardo da domani fino all’1 gennaio. Come sempre, dopo i clamorosi successi delle scorse stagioni, tanto amore del pubblico nei confronti dell’attore napoletano che ha così presentato il suo spettacolo, una sorta di Dottor Jeckyl e Mr Hide, dove l’uomo si ritrova davanti alla scelta tra bene e male, e a fare i conti così con le sfaccettature che lo rappresentano. Come Pirandello del resto insegna.

Il mio nuovo spettacolo sarà ancora una commedia. Nel senso più scolastico della parola. Perché anche stavolta, come nella mia precedente “Una festa esagerata”, vorrei che il pubblico si divertisse molto. E perché anche stavolta al centro della vicenda c’è un piccolo uomo, il mite insegnante di lettere antiche Ottavio Camaldoli, che subisce un trapianto di cuore, ma non sa che il cuore gli è stato dato in dono, è quello di un feroce delinquente, Pasquale Mangiacarne, morto ucciso, il quale prima di morire ha sussurrato alla mamma, feroce quanto lui, le ultime volontà: che il proprio cuore possa continuare a pulsare anche dopo la sua morte, affinché colui che lo riceverà in dono (Ottavio appunto), possa vendicarlo.
Il povero Ottavio però, pur avendo effettivamente cambiato il cuore, non ha modificato il suo carattere. E non ha nessuna intenzione di trasformarsi in assassino. Lui che già subisce le angherie di una ex moglie e del suo nuovo compagno, lui che è troppo remissivo con la figlia ventenne che vive in casa con lui. Lui che si fa abbindolare da un finto infermiere e da una finta governante indiana, lui che ha paura persino del gangster nano tutto chiacchiere e minacce da sbruffone, lui che rispetta ed ha sempre rispettato la legge, questo uomo dal temperamento quasi vile, dovrà sottostare alla
prepotenza della Signora Carmela (mamma di Mangiacarne) e sarà costretto col passare dei giorni a diventare un duro. Un cinico. Un uomo capace di rendere il proprio cuore chiuso come la pietra.
Forse tutto questo per dimostrare che in ognuno di noi ci sono tutte le sfumature e tutti i colori dell’animo umano. E che è sempre l’occasione che ci costringe a fare delle scelte. E in quelle scelte si capisce davvero qual è la nostra natura più profonda.

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Nel corso della conferenza stampa, Salemme ha quindi risposto ad alcune domande, e ha spiegato meglio l’ispirazione di questa commedia. 

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Sono cresciuto in una famiglia di insegnanti, da sempre i professori sono troppo maltrattati, eppure la loro funzione sociale fondamentale come le famiglie: famiglia, scuola e lavoro vanno sostenuti. 
L’uomo nasce incline alla bontà: la cattiveria diventa una scelta, la personalità rimane quella che c’é dentro di noi, con varie facce. Scegliamo chi essere col nostro libero arbitrio. In qualche modo si affronta ancora la morte, pur se nella commedia: accade a tutti, quindi durante il giorno non sono spaventato, dopo le nove di sera il pensiero della morte mi angoscia un po’ di più.
Non parlerò mai di politica per non occludermi in un campo che non è il mio. Il problema sociale più grande non è comprendere l’altro, ma comprendere noi stessi. Le gioie sociali sembrano non esistere più: è tutto polverizzato, dobbiamo riscoprirle.
Questo spettacolo l’ho iniziato a scrivere un anno fa e lo riscrivo ogni giorno in qualche parte: il teatro è meraviglioso perché ha la possibilità di trasformazione più veloce di qualunque altra forma espressiva.

Massimiliano Beneggi

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