Esce oggi “Alma”, l’album più completo di Ruggeri: “Schiavone? Mai dire mai”

È ancora uno dei pochi che quando incide la sua musica non unisce registrazioni frammentate ma canta tutto per intero un brano come se fosse a un concerto (“Mi piace dare più immediatezza alla canzone”); canta intonato e pulito senza autotunes, sa parlare della vita con un’etica sempre positiva e un linguaggio da cui ci si può solo abbeverare ogni volta. Un marziano? Forse ormai sì, e sicuramente è per questo che appena esce un suo disco, anche senza i clamori della pubblicità nelle metropolitane, le classifiche lo vedono svettare in silenzio. Rieccolo Enrico Ruggeri, un anno dopo lo storico ritorno sanremese coi Decibel e a pochi mesi di distanza da un’operazione alle corde vocali che ha preoccupato i suoi fan, torna forte come sempre. Anche più del solito, con una matura voglia di stupire e di giocare sul palcoscenico. La musica del Rouge è sempre riconoscibile: stessi giri melodici, stesso rock, con suoni sempre più influenzati dalla new wave riscoperta con Muzio e Capeccia (Il labirinto su tutte conferma questa voglia di uscire dal conformismo di altri cantautori) ma anche con la voglia di una continua sperimentazione che lo spinge a tuffarsi persino in una sorta di rap in questo ultimo lavoro con la seconda canzone dell’album, Il costo della vita. Esce oggi dunque Alma, anticipato una decina di giorni fa da Come lacrime nella pioggia. “Non ho voluto però concentrare l’attenzione su un solo brano”, spiega Enrico, “Per questo il titolo dell’album è Alma, che è una parola con non so perché mi sono svegliato una mattina, e che in spagnolo significa anima”. E in questo nuovo lavoro di anime se ne trovano due: quella acustica e quella elettrica, che verranno riproposte nel tour in giro per l’Italia con le differenti modalità scelte anche a seconda della piazza. Milano avrà la sua anima elettrica l’11 maggio al Fabrique, ma saranno soddisfatte anche le città che lo vogliono in una dimensione più rarefatta come quella del teatro. “Se avessi optato per fare prevalere la parte acustica mi sarei pentito di non aver fatto quella elettrica, e viceversa, quindi ho preferito unire le due parti, ma dovendo scegliere tra le due direi sempre la mia anima acustica, che mi permette di giocare di più sul palco”. E a chi gli chiede lumi sul suo rapporto con Luigi Schiavone (Clicca QUI per leggere la nostra celebre intervista esclusiva a Luigi Schiavone che fece tanto discutere) risponde serenamente lasciando aperte le porte per il futuro e placando i toni: “Sul web è nata una grande polemica, ma l’anomalia non è nel fatto che lui non sia in questo album, ma nel fatto che dal 1981 al 2016 abbiamo sempre lavorato insieme. Abbiamo fatto cose differenti, lui ora è impegnato in tour con Ale e Franz. Lavorare ancora insieme? Ho imparato a non usare la parola MAI, perché se mi avessero chiesto se fossi mai tornato a suonare coi Decibel l’avrei considerata una cosa impossibile qualche anno fa, così anche Sanremo, più volte ho pensato che non sarei tornato e invece…quindi chissà, magari anche con Luigi…io non ho mai detto che non lavoreremo “mai” più insieme”. È sempre molto disponibile Enrico, ride e scherza con i giornalisti in conferenza stampa, e si conferma sempre molto perfezionista anche su un suo vecchio pallino: la copertina dell’album. “Questo è il trentacinquesimo album, non sempre ho azzeccato le copertine (sa di avere sempre avuto le più belle in circolazione ma si schernisce umilmente, ndr): sono sempre in dubbio sul da farsi. Questa volta, anziché una foto, ho voluto questo disegno di Dario Ballantini, che avevo conosciuto a un concerto con Andrea Mirò in cui noi suonavamo e lui disegnava”.78053C72-6A6C-4E66-8E18-2CEC15E692DE.jpeg

Alma è dunque un ritorno da solista in grande stile di un artista che regala al pubblico ormai con costanza un album all’anno, disinteressandosi del mercato. Enrico senza musica non sa stare e non intende arrestarsi per un solo istante. C’è ampio spazio per una profondità metafisica che condivide col figlio Pico, autore di Come lacrime nella pioggia, (QUI la nostra recensione)fino all’ultimo brano del disco, quello che più lo ha appassionato e che ritiene in questo momento la sua canzone più bella, Forma 21, dedicato a Lou Red e alla filosofia cinese del Thai Chi. Si vive tanta emozione in Il pallone, duetto con la preziosa voce di Ermal Meta, dedicato alla storia di Iqbal, il bambino africano diventato simbolo del lavoro minorile. E non si poteva scegliere partner musicale più adatto per cantare la delicatezza di questo brano. Cuori infranti è una perla di questo album, forse la più romantica, scritta con Capeccia, autore anche di Il labirinto. Supereroi è il modo ruggeriano scevro di ogni retorica per dire, su una musica punk, cosa farebbe davvero se fosse uno di quei personaggi dei fumetti che passa in rassegna per sottolineare i suoi principi e i suoi valori, dal rispetto per le donne alla solidarietà per chi ha bisogno. L’amore ai tempi del colera e Il treno va si configurano come le piú classiche melodie orecchiabili del Rouge che riflette con splendide metafore sulla forza dell’amore nelle difficoltà e sull’incedere del tempo e della vita, coadiuvato dalla chitarra di Paolo Zanetti che dá la spinta in più verso un rinnovamento continuo, che si evince in questo album: brani da ascoltare assolutamente in cuffia per apprezzarne maggiormente le peculiarità sonore. Tanta carica ed energia in Il punto dì rottura, mentre torna uno swing jazzistico in Cime tempestose, che conferma la fama di amabile raffinato chansonnier che Enrico porta con orgoglio in giro dalla metá degli anni ‘80. EF904183-C6C4-4C4A-97E7-18B70F92B419

Difficile dire se si tratti del più bel lavoro in assoluto di Enrico Ruggeri che, probabilmente, con Frankestein aveva toccato livelli inarrivabili: di sicuro Alma è il suo lavoro più completo. Quello dove melodia e rock si alternano piacevolmente dando l’impressione all’ascoltatore di essere a un concerto con undici brani che potrebbero tranquillamente essere un best of. I cori di Andrea Mirò, il pianoforte di Francesco Luppi, la chitarra di Zanetti e le trombe di Davide Brambilla dipingono con colori vivaci la voce di Enrico che, già da sola, è l’unica in Italia che potrebbe parlare senza mai annoiare leggendo l’etichetta di una bottiglia di acqua minerale. Quando racconta di vita e di amore, quella voce si incontra con il cuore della gente, e nasce la poesia. L’album, che speriamo ci tolga presto dall’imbarazzo italiano di avere Re Mida come disco più venduto, per i più romantici, è disponibile anche in vinile. Ecco qui sotto le primissime date confermate del tour, che sicuramente si alimenterà di ulteriori tappe.

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4 aprile la data zero al Teatro Mascagni di Chiusi (Siena) – ACOUSTIC TOUR
6 aprile al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) – ACOUSTIC TOUR;
9 aprile al Teatro Cristallo di Bolzano – ACOUSTIC TOUR;
13 aprile all’Athena Live Club di Ponte Dell’Olio (Piacenza) – ELECTRIC TOUR;
27 aprile al Teatro Sociale di Sondrio – ACOUSTIC TOUR;
4 maggio alle Officine Cantelmo di Lecce – ELECTRIC TOUR;
10 maggio alla Latteria Molloy di Brescia – ELECTRIC TOUR;
11 maggio al Fabrique di Milano – ELECTRIC TOUR;
24 maggio al Teatro Colosseo di Torino – ELECTRIC TOUR.

Massimiliano Beneggi e Marina Gradogna

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