La storia di Franca Valeri: gli anni ’70 e la rivoluzione sociale. A luglio speciale su canali Rai

Eccoci al quarto appuntamento con la storia di Franca Valeri, la straordinaria attrice milanese che a luglio compirà 100 anni, e per la quale la Rai sta confezionando uno speciale condotto e diretto da Pino Strabioli.

franca-valeri

Siamo nei primi anni ’70. Franca, ormai volto fisso delle trasmissioni del sabato sera di Raiuno, diventa via via sempre più fonte di ispirazione per altre sue colleghe. Sono le trasmissioni di Antonello Falqui a vederla protagonista, e i primi sceneggiati Rai. Sì, vendetta…è la storia, scritta da lei stessa, che la vede protagonista in quattro puntate al fianco di Vittorio Caprioli nei panni di una madre che tra frustrazioni e voglia di regalare alla figlia quanto non ha mai avuto lei stessa, abbandona la formalità e il rigore avvicinandosi alla mentalità hippy. La rivoluzione sessuale, raccontata con garbo, non subisce censura dalla Rai. Convenzioni e regole vengono così superate anche televisivamente negli anni dei referendum sull’aborto e sul divorzio che cambieranno il Paese e la stessa vita di Franca. Subito nel 1974 infatti finisce il matrimonio con Vittorio Caprioli, e si innamora del maestro d’orchestra Maurizio Rinaldi.

Nel frattempo il cinema la vede protagonista in quegli anni nelle sue ultime pellicole da protagonista: Basta guardarla e Ultimo tango a Zagarolo, per la verità, appartengono a un cinema di serie B che poco si addice alla sua carriera sempre impreziosita di importanti incontri. Nei panni della bisbetica duchessa è anche nello sceneggiato Nel mondo di Alice con Milena Vukotic e Ave Ninchi.

Il telefono, strumento indispensabile nei suoi sketch, diventa protagonista anche a teatro, dove Franca è regista dello spettacolo di Gian Carlo Menotti che lei stessa interpreta da grande signora del palcoscenico. Ma il 1978 fa di Franca un personaggio inimitabile in tutto quello che fa: è lei stessa infatti a intervistare Maurizio Costanzo in uno speciale su Rete Due: un onore che in pochi avranno anche negli anni a seguire.

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