Lunedì riaprono i teatri: pubblico più ampio. La contraddizione continua

Diciamoci la verità: ora che siamo tornati a una quasi normalità, viene ancora più rabbia a pensare che per tutta l’estate non ci potranno essere concerti negli stadi né spettacoli teatrali con una platea troppo vasta. Il trend ormai è quello che abbiamo chiaro sotto i nostri occhi: mascherine allentate sotto il naso se non sotto al mento a evitare una mancanza di ossigeno e una voce ovattata e citofonata, prove di capi d’abbigliamento senza ritegno, distanze praticamente saltate alla prima fretta di andare a lavoro. Meno male che dovevamo tornare migliori. D’altronde era prevedibile che di fronte al liberi tutti si scatenasse l’inferno. Le strade del sabato sera sono sempre piene di gente al volante dopo aver bevuto: finché la tragedia non tocca un amico, non siamo consapevoli dei rischi e ogni regola viene vissuta come una scocciatura. “Tanto capita agli altri“, è il pensiero più comune nella testa delle persone.

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Insomma, nessuno ce lo ha detto né potrebbe mai farlo, ma concretamente l’emergenza sociale è finita, e solo alcune attività (tra quelle rimaste aperte) risentono veramente delle restrizioni imposte giustamente dal governo. Tra queste, naturalmente, ancora una volta c’è lo spettacolo. Posto che un concerto allo stadio decreterebbe la fine totale di ogni credibilità circa quanto fatto in tre mesi, ora che le multe per i comportamenti fuori controllo sono molto meno rigide, quasi assenti, ci si chiede con quale senso si debba di fatto ancora aspettare qualche mese prima di godere lo spettacolo per quello che è. Un piccolo, importante e sostanziale cambiamento però c’è già. Da lunedì 15 giugno, infatti, potranno riprendere le attività teatrali e, a differenza di quanto annunciato inizialmente dichiarando che potevano esserci in sala un massimo di 200 persone tra pubblico e lavoratori, il numero degli spettatori massimi è salito proprio a 200. Stesso discorso per gli spettacoli all’aperto, che prevedono ora 1000 persone nel pubblico. Confusione del governo di fronte a questa perdita di rigidità nelle regole? Svista voluta? Non lo sapremo mai nello show delle contraddizioni. Lo spettacolo live da lunedì, in qualche modo, riparte. Sperando che a settembre non ci sia davvero una seconda ondata di Covid che costringa a ulteriori passi indietro. Chi lo dice poi alle persone che la mascherina andava tenuta ben stretta sul naso anche a giugno?

Massimiliano Beneggi

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