Tiziano Ferro, l’album di cover è un’offesa ai grandi

E’ disponibile da pochi minuti il nuovo album di Tiziano Ferro, il primo contenente cover di altri artisti cantate dal cantautore di Sere nere. Si tratta di un cofanetto di 25 brani: ai 12 di Accetto miracoli, se ne aggiungono quindi altri 13.

Qualcuno di grande spessore nella storia della musica italiana, qualcun altro di minor successo ma dal grande fascino. E’ il caso di Morirò d’amore di Giuni Russo, presentata a Sanremo nel 2003 e Non escludo il ritorno, che segnò l’ultima partecipazione di Califano al Festival. Apprezzabile la ripresa di questi due brani che però perdono gran parte della loro suggestione nell’interpretazione in classico stile Ferro. Lui, volendo personalizzare i brani, li fa diventare meno affascinanti pur nella sua voce avvolgente.

Gli arrangiamenti troppo fantasiosi rispetto agli originali, tuttavia, sembrano togliere la poesia ai brani. E’ il caso soprattutto di E ti vengo a cercare di Battiato.

Perfetto in Perdere l’amore, che ormai è diventata la sua seconda pelle, straordinario in Piove e Nel blu dipinto di blu, agevolato dalla somiglianza timbrica con Modugno. In tutte le altre cover Tiziano si fida troppo della sua voce e spreca l’occasione di un album di cover che, quando si ha la sua popolarità, o è un capolavoro oppure diventa il peggior omaggio possibile. Quasi un’offesa a chi lanciò certi brani. Non esiste un valore aggiunto in queste interpretazioni, mentre sembra evidente la voglia di autoproclamarsi fenomeno musicale italiano.

Scelta delle canzoni ancora da comprendere: non c’è un tema specifico e non hanno tutte il medesimo peso nella storia della musica. Di Accetto miracoli: l’esperienza degli altri c’era proprio bisogno? Non era meglio aspettare a fare un lavoro più completo, magari con meno fretta di realizzare qualcosa in un 2020 che ci ha insegnato la pazienza più di qualunque altra virtù? Ecco qui sotto la tracklist completa dei 13 brani di cover.

Massimiliano Beneggi

Ecco la tracklist dei 13 brani di cover:

Rimmel (De Gregori)

Morirò d’amore (Giuni Russo)

Bella d’estate (Mango)

Margherita (Cocciante)

E ti vengo a cercare (Battiato)

Almeno tu nell’universo (Mia Martini)

Cigarettes and coffee (Scialpi)

Perdere l’amore (Ranieri)

Piove (Modugno)

Portami a ballare (Barbarossa)

Nel blu dipinto di blu (Modugno)

Ancora, ancora, ancora (Mina)

Non escludo il ritorno (Califano)

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