Sanremo 2021, Achille Lauro e Ibra ospiti fissi. Pubblico in quarantena

Ce lo eravamo chiesti un po’ tutti: che fine ha fatto Achille Lauro, assente dalla lista ufficiale dei Big di Sanremo 2021, dove era indicato da molti addirittura come possibile favorito? Eccola la risposta, Achille Lauro sarà presenza fissa del Festival di Sanremo 2021.

Lo ha annunciato ieri Amadeus, confermando così la sua simpatia nei confronti del cantante rivelazione delle ultime due edizioni con Rolls Royce e Me ne frego.

La popolarità di Achille Lauro, balzato anche ai vertici delle classifiche, non si discute. Molto probabilmente non sarà così per la sua presenza fissa sul palcoscenico al fianco dei conduttori. Striscia la notizia, che per prima attaccò il cantante accusandolo di inneggiare alla droga con la canzone che partecipò nel 2019, di sicuro farà una delle sue battaglie contro Sanremo: insomma, il nemico è servito. Anche quest’anno avrà di che parlare.

Non ci sarà solo Lauro con Amadeus e Fiorello. Un altro ragazzaccio in arrivo. Per le cinque serate infatti ci sarà persino Zlatan Ibrahimovic. L’attaccante del Milan, attualmente infortunato da oltre un mese, è stato chiamato da Amadeus e ha accettato in accordo con la sua stessa società che, nell’anno in cui torna a lottare per le zone alte della classifica, dovrà così molto probabilmente rinunciare al suo bomber anche nel weekend della finale del Festival. In quella domenica il Milan giocherà a Verona, nella speranza non sia ancora la fatal Verona, che in questo caso rischierebbe di diventare la fatal Sanremo. Insomma, il Festival è già un caso sportivo, che sta piacendo poco ai tifosi rossoneri.

Insieme ai quattro uomini fissi sul palco, ancora una girandola di donne che si alterneranno sul palcoscenico. Probabilmente cinque e non più dieci come l’anno scorso. Per il momento è ufficiale solo il nome di una di queste: Elodie.

La cantante di Andromeda, favorita vincitrice lo scorso anno e poi fuori dal podio, diventa così conduttrice per una sera.

Inutile fare previsioni su come potrà essere un Festival condotto da così tanti artisti e non: sono tutti personaggi troppo imprevedibili per immaginare cosa potrà accadere sul palcoscenico. Quel che è certo è che Amadeus sta lavorando assiduamente a realizzare un grandissimo evento televisivo e musicale. Probabilmente disinteressandosi di quelli che saranno davvero gli ascolti, consapevole che molti il giorno dopo le serate dovranno andare a lavorare e non potranno godersi lo show fino alle due e mezza di notte (se i tempi saranno quelli del 2020, in cui per la verità l’Auditel ha premiato largamente il Festival). Amadeus vuole creare il grande evento di cui si parli per una settimana. E con 34 canzoni in gara tra Big e Giovani e numerosi ospiti musicali, di cui uno fisso per cinque serate, sarà difficile accusarlo di organizzare uno show lontano dalla canzone. L’unica speranza è che Sanremo, pur continuando a essere musica, non releghi la gara a orari impossibili. Per quelli c’è tanto show con ospiti, ma la gara è il vero evento che si attende una volta all’anno, e le canzoni nuove meritano di essere ascoltate in orari comodi. Speriamo che Amadeus ne tenga conto: di certo nell’ organizzare questo Festival già sa anche lui di correre qualche rischio, e sarà pronto a prenderne oneri e onori. Fischi e applausi. A proposito, chi applaudirà in teatro?

Sul fronte pubblico sembra sia prevista una nave che terrà in quarantena il pubblico dell’Ariston, sempre lo stesso ogni sera. Il biglietto per vedere il Festival è sempre costato una fortuna (l’abbonamento per le cinque serate oscillava tra i 600 e i 1000 euro grosso modo e in molti acquistavano i biglietti di una singola serata): chi potrà permettersi una cifra simile, rimanendo per di più costretto alla quarantena su una nave? Chiaramente non potrà essere un sequestro di persona a pagamento. Ecco perché viene facile immaginare che il pubblico sarà composto da persone selezionate (disoccupati? vittime del terremoto? famiglie che hanno vissuto il Covid da vicino e ora non hanno un lavoro?). Certo non potrà essere un pubblico pagato, e qualcuno (la Rai?) dovrà pur pagare il posto a sedere al Teatro Ariston. Ancora da capire insomma come funzionerà, ma Amadeus ribadisce: dovrà essere il Festival della rinascita, non un Festival con il Covid.

E se lo dice lui, ormai esperto circa…L’anno che verrà , è meglio fidarsi.

Massimiliano Beneggi

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