Sanremo shock, il Festival si schiera: Zelensky ospite alla finale

Nel pomeriggio era arrivata la notizia della presenza di Paola Enoglu come co-conduttrice per una serata. La pallavolista non è chiaramente scelta per le sue capacità televisive (mai sperimentate finora), quanto piuttosto per lanciare un significativo e doveroso messaggio contro il razzismo. Proprio lei, ragazza di colore nata e cresciuta a Cittadella, aveva infatti denunciato al termine di una partita il commento fuori luogo di chi le aveva chiesto se fosse italiana. Una presenza importante, che rischia tuttavia di essere come sempre strumentalizzata dalla politica. Tuttavia, il messaggio antirazzista è fuori da ogni parte, naturalmente. Problemi del Parlamento dunque, se mai volessero litigare su questo. Sanremo rimane fuori dalla politica, si è pensato. In serata, però, la notizia shock. Il leader ucraino Zelensky sarà ospite nella serata finale.

Ecco che il Festival di Sanremo si schiera apertamente, scegliendo in maniera definitiva chi sia il buono e chi il cattivo. Ancor più di quanto non faccia il governo inviando le armi. Sì, perché Sanremo inevitabilmente vorrà parlare di pace (non si spiega diversamente la scelta di invitarlo), più che di affari di stato. Il Parlamento è autorizzato a farlo, ma non la tv. Si parlerà dunque di pace con uno che tanto pacifista non è.

Magari per giustificare la presenza di uno dei più discussi leader politici, gli si chiederà di cantare nel solito italiano zoppicante l’ormai sfruttatissima Nel blu dipinto di blu. D’altra parte non gli si potrà certo proporre di intonare Mettete dei fiori nei vostri cannoni. Ma sì, lasciamo che la nostra musica, da sempre inneggiata dal popolo russo, possa prendere una posizione contro chi l’ha sempre omaggiata. Lasciamo che Sanremo diventi tutto lo scibile possibile, senza tener conto della libertà di pensiero del pubblico. Sia chiaro, non era giusto nemmeno avere ospite Gorbaciov nel 1999. Tuttavia lì si trattava di un discorso “a bocce ferme”. Oltretutto in uno dei Festival che dichiaratamente voleva evitare di avere solo musica. Qui si parlava di avere ospite Mina e invece ci troviamo il presidente ucraino.

Resta che in un momento così delicato, la presenza di Zelensky assume un tono ambiguo. Non abbiamo mai avuto ospite a Sanremo nemmeno Beppe Grillo, da quando ha deciso di buttarsi in politica. L’ex comico ucraino non farà cabaret, ma ringrazierà l’Italia per l’appoggio contro una guerra ingiusta, a cui lui vorrebbe possa partecipare tutto il mondo. Nella settimana in cui Mediaset annuncia che farà normale controprogrammazione, questa scelta appare davvero un boomerang. Chissà se, almeno quella sera, il presidente vorrà degnarsi di vestire in giacca e cravatta: coi saldi, ai centri commerciali dove compra lo stock di t-shirt verdi, Zelensky potrebbe trovare anche abiti da persona seria. Facciamoglielo sapere prima che si debba dire che i trapper sono più eleganti di lui.

Massimiliano Beneggi