È tornato in scena “Chiara di Dio” il musical a firma Carlo Tedeschi, divenuto un classico della scena teatrale italiana, ora al Teatro Leo Amici Rimini -Lago di Monte Colombo- fino al 27 aprile.

Un musical che dal suo esordio del 2004 si è rivelato non solo di grande valore artistico  ma anche capace di svolgere una funzione sociale avvicinando all’arte e al teatro migliaia di giovani, in Italia e all’estero. Proprio per la sua valenza spirituale, lo spettacolo è tornato in scena con grande successo per due mesi in occasione del Giubileo 2025.

Il musical parte da una Chiara in fin di vita, di cui viene ricordata la storia, a cominciare dalla chiamata per farsi monaca, scegliendo la povertà. Uno spettacolo dunque completamente dedicato alla figura e alla vita di Santa Chiara accanto a San Francesco, che avvalendosi delle Fonti Francescane storiche, “fa emergere – spiega lo stesso regista e autore, Carlo Tedeschi – l’umanità e l’attualità di questi due giovani, Chiara e Francesco, un esempio per i ragazzi di oggi nonostante siano trascorsi otto secoli. Un modello di come uscire dagli schemi, con la forza e passione della gioventù senza compromettere la propria integrità. Esempio naturalmente da rapportare ed attualizzare ai mutati scenari dell’oggi”.

Grazie alla volontà degli autori e della Associazione Dare che lo ha prodotto, sono stati messi a disposizione gratuitamente copioni e spartiti per quelle compagnie amatoriali o oratori che avrebbero voluto rappresentarlo.
Questo ha dato vita ad un gruppo di aficionados di “ Chiara di Dio ”, a numerose rappresentazioni amatoriali, di cui si trova ampiamente traccia sul web, che hanno coinvolto oltre 5.000 giovani in tutta Italia. E non solo. Il musical ha favorito anche la nascita di nuove compagnie teatrali amatoriali che hanno permesso di calcare le scene a numerosi attrici e attori in erba. Tutta questa operosità ha consentito anche di portare alla luce nuovi talenti.  Chiara di Dio , per il consenso di pubblico ottenuto, ha portato in giro per l’Italia e nel mondo il nome della città di Assisi , sottolineandone il ruolo di centro mondiale della spiritualità nel nome di Chiara e Francesco e ribadendo la sua centralità quale luogo di pace, di confronto e rispetto tra le genti.

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