Venditti con De Gregori e Ermal incanta Verona: 40 anni di “Sotto il segno dei pesci”. Ecco la gallery

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Una grandissima celebrazione, degna delle migliori feste che si possano immaginare: il 40° anniversario di “Sotto il segno di pesci”, album uscito nel marzo del 1978, ha avuto inizio nella splendida cornice scaligera dell’ Arena domenica sera. Tutto esaurito, e questo potrebbe anche non essere una notizia vista la caratura dell’artista, in grado di unire sotto una luna stupenda almeno tre generazioni che cantano a squarciagola le sue canzoni, le sue poesie. Lo spettacolo è andato talmente bene che nella notte è lo stesso Venditti su Facebook ad annunciare che ci saranno altre date oltre a quelle già previste a dicembre nella sua Roma, e così ci sarà anche (non si sa quando, forse a marzo?) Milano!

Una scaletta che prevedeva 32 brani e invece si è conclusa con 26, perchè come nelle più belle feste con gli amici, i ritmi si allungano, non esiste tempo: si sta bene e basta. Antonello Venditti canta per la prima volta in un concerto tutto l’album “Sotto il segno dei pesci”, e lo fa in grande con la nuova band, le sole due giovanissime coriste, insieme alla band di quarant’anni fa. Il disco celebrato è al centro di uno spettacolo immenso di tre ore e mezza abbondanti in cui Venditti si lascia andare completamente a battute, opinioni, frecciate nemmeno troppo velate alla situazione politica attuale, per la quale si rivelano ancora (tristemente) attuali troppe canzoni scritte nel periodo degli anni di piombo: e così un brano come “Il telegiornale”, ironico e pungente, sembrerebbe essere scritto proprio in questi giorni. E’ un Venditti visibilmente emozionato, tanto innamorato del suo lavoro quanto del suo pubblico a cui concede davvero delle perle assolute. Il concerto inizia dunque con “Raggio di luna”, per poi proseguire con “Il compleanno di Cristina”, e proprio quando il pubblico si sta scaldando ecco l’imprevisto: ad Antonello scivola il microfono, che si rompe andando a infrangersi contro lo schermo del “gobbo”. Qualche minuto per riassestare tutto, ma passa in fretta grazie alla simpatia del cantautore romano che si rivela vero intrattenitore in grado di sdrammatizzare con il suo accento romanesco ogni tipo di imprevisto. Si riparte, e dopo poco sulle note di “Giulio Cesare” ecco comparire sullo schermo Francesco Totti, in collegamento da Milano dove è ospite di Fabio Fazio.

 

 

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Si prosegue con brani indimenticabili da “Piero e Cinzia” fino a “Lilly”, con cui Venditti riporta l’attenzione sull’argomento delle droghe, in particolare sul dramma dell’eroina, oggi dimenticata ma che fece troppe vittime in quegli anni. Arriva il pianoforte, con cui lo stesso Antonello si dice essere più a suo agio, un lampadario antico e prezioso fa da sfondo trasformando l’Arena in una sala da Camera e Verona canta all’unisono prima una lenta e intimistica “Ci vorrebbe un amico”, quindi la romantica “Notte prima degli esami”, che tutti abbiamo avuto modo di cantare almeno una volta nella vita dedicándola a noi stessi, perché gli esami non finiscono mai diceva De Filippo…e quindi di “notti prima” fatte di lacrime, incertezze, tenacia, orgoglio e ricordi ne abbiamo tantissime in una vita piena di esami veri. Con “Sotto il segno dei pesci”, sono le 22.40, il pubblico esplode completamente: per la prima volta dopo tanti anni il brano viene eseguito non al pianoforte ma con tutti gli strumenti e appunto anche con la band dell’epoca: “è solamente amore” è il ritornello che cantano tutti senza freni. E di amore ce n’è tantissimo in un concerto capace di unire tante persone, perché sono tanti i cellulari che accompagnano con le luci le canzoni più romantiche ma altrettante sono le coppie che si cercano e si tengono le mani durante la serata. Questa è l’Arte: un disegno che racconta la vita di anime delicate che si riconoscono negli stessi sentimenti, con vissuti diversi. Arriva il primo incredibile ospite della serata, e così tra una stoccata politica e l’altra ecco, introdotto da “Francesco”, ecco l’amico di sempre (e per sempre…) De Gregori. Insieme cantano e si divertono sulle note di “Bomba o non bomba” e persino Venditti si stupisce della vena salterina di De Gregori, che replica “Pensa se invitavi Jovanotti che succedeva!”. Canzoni di quell’album divenuto leggendario sono storia d’Italia: “Sara” è la storia di una ragazza madre, scritta in un periodo in cui il Paese votava per l’aborto e il divorzio, “L’uomo falco” è una denuncia politica che purtroppo ci conferma come le cose non siano cambiate più di tanto. Il secondo ospite è un giovane cantautore in cui Venditti si identifica per intensità, romanticismo, tenacia, amore per la vita e malinconia: Ermal Meta, che con la sua meravigliosa umiltà è già arrivato due volte sul podio di Sanremo (una volta sul gradino più alto), conquista Verona cantando l’inno al riscatto sociale , quello per cui Antonello ha sempre saputo dare un messaggio importante con la sua musica, perché come dice lui, “ora abbiamo solo passato e presente ma il futuro è bellissimo perché nel futuro può succedere ogni cosa, possiamo fare tutto”. In duetto cantano quindi “Che fantastica storia è la vita”, poi Ermal dedica all’amico la sua delicata “Caro Antonello”, nata dall’incontro casuale tra i due. Venditti racconta scherzando “Ermal mi ha preso per un mentore, un maestro dell’amore. Eppure con la vita d’amore che ho avuto io…”. Ermal Meta non é l’unico a considerare Venditti qualcuno da cui imparare, e lui stesso lo sa bene quando può fare scegliere al pubblico la canzone più romantica da poter dedicare al proprio partner: “Settembre” ha la meglio su “Dimmelo tu cos’è”. Una lacrima scende, e anticipa solamente la pioggia di lacrime pronta ad arrivare con “Alta marea”. Torna il Principe De Gregori, spavaldamente con la sigaretta in bocca come Antonello: cantano la sua “Sempre e per sempre” e trasformano l’Arena nel Colosseo con “Roma capoccia”, dove tutti ma proprio tutto ci riscopriamo romani senza saperlo. Il concerto sembra finito, invece a mezzanotte e quaranta c’é spazio per “Ricordati di me”: le coppie che sono già fuori dall’Arena possono ballare sotto la bellissima romantica luna. Le emozioni si sono espresse, le anime si sono unite: la musica anche stasera ha tradotto la vita in Arte. Ecco la scaletta completa del concerto:

“Raggio di luna”
“Il compleanno di Cristina”
“21 modi”
“Giulio Cesare”
“Piero e Cinzia”
“Non so dirti quando”
“Marta”
“Lilly”
“Compagno di scuola”
“Ci vorrebbe un amico”
“Notte prima degli esami”
“Sotto il segno dei pesci”
“Francesco”
“Bomba o non bomba”
“Chen il cinese”
“Sara”
“Il telegiornale”
“Giulia”
“L’uomo falco”
“Che fantastica storia è la vita”
“Caro Antonello” (di Ermal Meta)
“Settembre”
“Alta marea”
“Sempre e per sempre”
“Attila e la stella”
“Roma capoccia”

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