Sanremo Giovani, la storia: 2007-2008, vince Fabrizio Moro. Il resto è nulla

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Arriviamo al 2007. È l’anno del ritorno di Pippo Baudo, che definisce questa l’edizione più bella tra quelle da lui condotte: difficile fare il paragone con 11 precedenti, di sicuro però è l’edizione più cantautorale. Mentre tra i Big vince Cristicchi, nei Giovani la spunta Fabrizio Moro che torna dopo 7 anni con un brano sulla mafia dal titolo Pensa. È l’unica canzone che resterà di questa edizione dei Giovani, 14 in partenza per arrivare alla finale a 8 il venerdì, ma senz’altro lascia un segno che raramente si è visto poi negli anni successivi. La ballata di Gino di Khorakané e la Ninna Nanna di Mariangela potrebbero accattivare il pubblico solo per la vivacità musicale, ma non suscitano emozioni e saranno subito dimenticati. Peccato invece che la discografia non abbia premiato negli anni Stefano Centomo, secondo con Bivio.

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Il talent show ormai ha preso il sopravvento, i giovanissimi partecipano a quelli ben sapendo di avere maggior riscontro rispetto a Sanremo, e dall’anno dopo addirittura si ritroveranno a partecipare direttamente tra i Big senza nessuna gavetta: è la tomba del talento sanremese, che non sfornerà più grandi nomi tra i Giovani fatta qualche rara eccezione. Il 2008 non ha nemmeno il “miracolo Baudo”, che anzi sembra spento nella sua ultima edizione da conduttore con Chiambretti. A vincere è un duo di amici veronesi, i Sonohra, con la canzone L’amore. I due ragazzi collaborano negli anni anche con Enrico Ruggeri, ma le radio dopo i primi due anni fanno fatica a trasmetterli e così, seppure molto melodici restano dieci anni dopo ancora con un pubblico molto di nicchia. Fanno pochi passi La Scelta, con Il nostro tempo, mentre l’unica vera scoperta baudiana è Jacopo Troiani, terzo con Ho bisogno di sentirmi dire ti voglio bene, all’epoca poco più che un adolescente, ora giovane di talento molto apprezzato a teatro nei musical. Provano a sbarcare il lunario Daniele Battaglia, figlio di Dodi dei Pooh, e Francesco Rapetti, figlio di Mogol: ancora una volta l’eredità sanguigna non c’entra nulla con quella artistica, e vengono bocciati dal pubblico. Il televoto ormai decide quasi completamente la classifica insieme a una giuria di qualità improbabile con Magalli, Emilio Fede e Mughini tra gli altri: Sanremo Giovani ha bisogno di nuova linfa vitale, che arriverà l’anno successivo con Bonolis.

Massimiliano Beneggi

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