La storia di Franca Valeri: l’approdo al cinema con i grandi registi. Seconda puntata

Secondo appuntamento con la storia di Franca Valeri che racconteremo fino a luglio ogni venerdì (clicca qui per leggere la prima puntata). Dopo avere esordito in radio, quindi a teatro con Alessandro Fersen e Sergio D’Alessandro, quindi con i colleghi del Teatro dei Gobbi sbancando a Parigi e facendo conoscere il personaggio della signorina snob, il 1950 è l’anno del debutto al cinema.

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Federico Fellini e Alberto Lattuada la vogliono infatti nel loro ultimo film di coppia, Luci del varietà, dove interpreta il ruolo di Mitzy: una stralunata coreografa ungherese del nuovo spettacolo del protagonista, interpretato nientemeno che da Peppino De Filippo. L’anno successivo è in I due sergenti con Antonella Lualdi e Mario Carotenuto. Sono piccoli ruoli in film che consentono all’attrice milanese di esprimere la sua ironia e la portano a essere immediatamente una delle migliori caratteriste italiane.

Tanto che Montanelli e l’allora compagna Colette Rosselli la notano e la spingono a scrivere Il diario della signorina snob: un divertente volume illustrato dalla Rosselli che racconta un anno del personaggio tanto amato alla radio e a Parigi. La signorina snob racconta le sue amicizie, le vacanze, la vita quotidiana, gli amori mai compiuti per il suo carattere fortemente volubile. La carriera, intanto, si divide fra teatro, radio (quasi sempre insieme a Caprioli e Salce) e cinema.

Protagonista dell’ultimo episodio del film Villa Borghese (1953), nei panni di una attempata prostituta che non riesce a fuggire ai controlli della polizia nonostante provi a confondere le acque spacciandosi per giornalista, colleziona diverse partecipazioni a film che la vedono sempre presente in qualità di straordinaria interprete dei tic e dei vizi italiani con ruoli comprimari. Nel 1955 la svolta. Inizia a recitare come protagonista in pellicole che saranno consegnate alla storia: Piccola posta, di Steno, a fianco di Alberto Sordi, Il bigamo di Luciano Emmer con De Sica e Mastroianni, ma soprattutto Il segno di Venere, che la vede al debutto come sceneggiatrice. Il film in realtà doveva essere inizialmente basato unicamente proprio sul suo personaggio, poi la Titanus decise di introdurre anche le figure di Sophia Loren e Vittorio De Sica, riducendo un po’ il ruolo della Valeri che interpreta la simpatica Cesira. Il decennio si chiude con la storica Elvira, la protagonista di Il vedovo di Dino Risi ancora a fianco di Sordi.

La saccenza e l’ironia con cui chiama il marito “Cretinetti” è un sublime ricordo che il cinema proverà solo lontanamente a ripercorrere con il remake del film recitato da De Luigi e Luciana Littizzetto. Quella pellicola resta inimitabile, nel racconto di una Milano industriale (e non sempre perfetta), si narrano le difficoltà coniugali, nonché l’attaccamento al dio denaro. Franca Valeri è una attrice di primissimo piano, ora anche al cinema.

Massimiliano Beneggi

 

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