Il Flöz-Ensemble ritorna al teatro Menotti di Milano dal 10 al 15 gennaio con Hokuspokus e si addentra stilisticamente in una nuova avventura.

Lo spettacolo nasce dal concetto di creazione per arrivare a raccontarci la storia di una vita. 

L’oscurità diventa luce, si respira aria divina e nel giardino paradisiaco i primi amanti si ritrovano. Osano fare i primi passi insieme come coppia, cercano rifugio lontano dalla natura e, fortunatamente trovano un appartamento a prezzi accessibili. Il destino però trascina rapidamente la giovane coppia di fronte alla difficoltà della vita.

Il titolo dello spettacolo gioca con la presunta origine della parola HOKUSPOKUS, un modo di dire latino “Hoc est enim corpus meum”. “Questo è il mio corpo”. Dopotutto, Hokupokus potrebbe essere solo un gioco di prestigio, la scatola magica del teatro che celebra il gioco tra bugia e verità. In Hokuspokus, infatti, il teatro è come una scatola delle meraviglie.

I Familie Flöz in questo ultimo spettacolo allargano i propri orizzonti, oltre alle consuete maschere mostrano gli attori che si nascondono dietro. Attraverso la musica, il canto, le immagini, i suoni e le parole, l’Ensemble svela il mondo delle maschere al proprio pubblico. 

Il regista Hajo Schüler, fondatore e direttore artistico della compagnia con Michael Vogel, riferisce: “Eravamo interessati ad allargare un po’ la nostra prospettiva. In ‘HOKUSPOKUS’ non solo le figure mascherate sono apertamente visibili sul palco, ma anche gli attori che sono solitamente nascosti dietro le maschere: il pubblico sperimenta così come gli esseri mascherati vengono portati in vita, come le figure poi trovano la loro strada nel loro mondo e sviluppano una vita propria e forse ad un certo punto si trovano faccia a faccia con i loro creatori”.

Comunicato stampa ufficiale