‘La donna leopardo’ di Moravia si fa spettacolo: al Piccolo dal 29 ottobre

Da giovedì 29 ottobre al 3 novembre al Piccolo Teatro Grassi di Milano, va in scena in prima assoluta nazionale La donna leopardo, con Daniele Natali, Olivia Magnani, Valentina Banci, Paolo Sassanelli diretti da Michela Cescon. Qui sotto il comunicato stampa ufficiale.

La donna leopardo, spettacolo teatrale tratto dall’ultimo romanzo di Alberto Moravia, è la prima regia teatrale di Michela Cescon (che insieme a Lorenzo Pavolini ha curato anche l’adattamento drammaturgico del romanzo), attrice fra le più amate del cinema italiano.

«È da alcuni anni che penso di portare in teatro un testo di Moravia, non uno dei suoi testi teatrali bensì un romanzo. Ho sempre pensato fossero perfetti per il palcoscenico e che ci fosse al loro interno una matrice teatrale; tra i suoi scritti si intuisce un’attenzione quasi registica ad uno spazio scenico, alla luce, ai luoghi come dei dipinti, ai personaggi dai dialoghi perfetti, con una scrittura adatta ad essere portata ad alta voce. Mi hanno sempre incuriosito i suoi racconti, i suoi romanzi brevi, ma quando lessi “La donna leopardo” capì che da lì volevo partire», dice la regista.

Quattro personaggi: un giornalista-Lorenzo – Colli, il suo editore e le rispettive mogli Nora, creatura inquieta e affascinante e Ada innamorata e disincantata, che si trovano ad affrontare un viaggio in Africa, nel Gabon. Dalle atmosfere borghesi di una Roma conosciuta e notturna – dove le relazioni sono più nascoste e trattenute – all’Africa, che come dice Moravia è «il più nobile monumento che la natura abbia mai eretto a sé stessa», dove tutto diventa vero, senza struttura, esplode: l’uomo tende a dominare, la donna a sottrarsi, il possesso definitivo è impossibile e l’amore, come la vita, è uno stato d’allarme continuo.

I quattro attori/personaggi si muoveranno in uno spazio grande e libero, senza confini e strutture teatrali che lo delimitano. Non ci sono mura, non ci sono soffitti. Non ci sono oggetti, non si sfiora mai il teatro borghese: gli unici strumenti di rappresentazione sono il corpo e la voce degli attori, impegnati in una performance fisica, che avranno a che fare con strutture modulari, fondali illuminati, luci, ombre, fotografie, video e una forte drammaturgia sonora.

Comunicato stampa ufficiale

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