16 anni senza Gaber, l’inventore di un teatro nuovo. E se ne parla troppo poco…

16 anni fa si svolgevano nell’abbazia di Chiaravalle i funerali di Giorgio Gaber, che proprio in quella chiesa si era sposato anni prima con la sua amata Ombretta Colli. Una perdita enorme per il teatro e la musica, quei due mondi che lui prima di chiunque altro seppe unire in Italia, dando vita a una serie di imitazioni che non raggiungeranno mai l’originale. Nato come cantante, suonando la chitarra per guarire una malattia muscolare, interpretò brani con incredibile ironia, affrontando temi talvolta duri e scomodi soprattutto al mondo della politica dal quale si è sempre voluto estraniare fino alla celebre “Destra-Sinistra” degli ultimi anni. Ha trasformato gli spettacoli teatrali creando quel teatro-canzone pieno di sketch e brani orecchiabili ma tutti significativi, e oggi rimane un eccezionale esempio di amore per il Paese, nonostante i vizi che lui stesso descriveva, per la propria città (rimane ancora oggi un grande simbolo della sua Milano) e di straordinaria umiltà nel saper raccontare la verità che troppi fingono di ignorare. Molti ragazzi lo hanno conosciuto negli anni a venire, e non vi è dubbio che Gaber andrebbe celebrato molto di più di quanto non si faccia. Ci impegneremo anche noi per questo!

foto66Massimiliano Beneggi

(Foto di Claudio Beneggi)

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